STORIE DI EX/1 Delbono: “Non sono una mela marcia”


BOLOGNA, 3 DIC. 2010 – Una lista di prezzi pagati per gli errori commessi. E’ contenuta nella lettera diffusa dall’ex sindaco "settimino" Delbono successivamente all’udienza preliminare per il primo filone dell’indagine sul "Cinzia-gate". "Dei miei errori per i quali chiedo scusa alla città, ho pagato il prezzo politico dimettendomi a febbraio; ho pagato il prezzo economico risarcendo la Regione, danno di immagine incluso; pago il conto con la giustizia patteggiando una condanna", dice Delbono nel documento, sottolineando di non avere "ostacolato la giustizia, né arrecato alla regione danni economici nella misura che mi viene attribuita".LA RICHIESTA DI PATTEGGIAMENTONell’indagine al centro dell’udienza di oggi Delbono è accusato di peculato, truffa aggravata, intralcio alla giustizia e induzione a rilasciare false dichiarazioni per via delle pressioni e delle offerte fatte, secondo l’accusa, alla sua ex compagna Cinzia Cracchi, perché tacesse. L’ex sindaco ha chiesto di patteggiare: un anno, sette mesi e dieci giorni (con pena sospesa) la condanna concordata col Pm Morena Plazzi. Il 31 gennaio il Tribunale dovrà decidere se accogliere o meno tale richiesta. CATTEDRA UNIVERSITARIA A RISCHIOSe il gup dovesse accogliere la richiesta di patteggiamento Delbono, essendo la pena inferiore ai tre anni, non rischia la sanzione dell’interdizione dai pubblici uffici, che invece lo obbligherebbe a lasciare l’incarico che ricopre all’università. L’avvocato difensore Paolo Trombetti ha ricordato che l’accordo raggiunto con il pm tiene conto della diminuente del rito, delle attentuanti generiche e del danno risarcito, complessivamente oltre 46.000 euro. Il rischio di perdere la cattedra, per Dolbono, resta però per gli altri sviluppi dell’inchiesta: "Nella lettera c’è la sua posizione sulla corruzione – ha spiegato Trombetti, alludendo al fatto che Delbono ha esplicitamente negato di aver ‘preso mazzette’ – quanto all’abuso d’ufficio valuteremo cosa fare. Se il patteggiamento sarà accolto potremo chiedere la continuazione, altrimenti vedremo"."SONO STATO MASSACRATO MA NON EVOCO COMPLOTTI"Nella lettera Delbono si è rivolto ai bolognesi e a chi ha contribuito alla sua elezione: "Non avete votato e sostenuto un bandito o un corrotto, ma un uomo che ha cercato di operare al meglio nel governo locale, senza timori reverenziali nei confronti dei piccoli e grandi poteri. Forse anche questa indipendenza – ha aggiunto – e autonomia al servizio esclusivo dei cittadini non è stata gradita da tutti. Non evoco complotti, né mi propongo come vittima; voglio solo segnalare coma la mia vicenda e la mia persona siano state oggetto di un vero e proprio ‘massacro’".

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