Stipendi dei politici, la mannaia dei grillini


BOLOGNA, 28 MAG. 2010 – Ve lo dò io lo stipendio. Potrebbe suonare così lo slogan per lanciare il progetto di legge avanzato dalla lista legata a Beppe Grillo in Consiglio regionale dell’Emilia Romagna. Giovanni Favia e il collega Andrea Defranceschi hanno infatti proposto di dimezzare l’indennità mensile lorda dei consiglieri. Un’idea che in questo momento non può che raccogliere un largo consenso tra i cittadini. Basta fermare chiunque per strada e chiedergli da dove partirebbe per risanare le casse dello Stato per sentirsi dire "dagli stipendi dei polici". I consiglieri grillini nel spiegare il loro progetto di legge parlano della necessità, in questi tempi di recessione, di imporre "scelte coraggiose mirate alla riduzione dei costi complessivi della politica". C’è bisogno dunque, a loro avviso "un gesto non solo simbolico, ma anche tangibile, che dimostri ai cittadini che amministriamo quanto la politica sia un servizio e non un mestiere, restituendo credibilità e fiducia al nostro lavoro".UN TAGLIO ANCHE AI RIMBORSIDefranceschi e Favia hanno presentato anche un secondo progetto di legge che punta a ridurre i costi dei gruppi politici in Assemblea legislativa. Raccoglie una ipotesi emersa nei giorni scorsi, quella di eliminare gli attuali rimborsi forfettari per i consiglieri regionali, sostituendoli con rimborsi delle spese effettivamente sostenute attraverso una modifica alla legge regionale 3/2002. In due articoli, questo testo punta anche ad eliminare le loro indennità giornaliere di missione, in Italia e all’estero. "Come avviene per la maggior parte delle aziende pubbliche e private del mondo – si precisa nella relazione -, il diritto al rimborso è conseguenza della presentazione di documenti fiscali che riportino la spesa effettuata. Per le stesse ragioni viene abolito il rimborso chilometrico forfettario dal proprio domicilio, rimborso che va invece ritenuto incluso nel rimborso spese globale". Inoltre, "riteniamo che le missioni rientrino tra le mansioni normali e le attività cui sono normalmente chiamati i consiglieri. Non si ravvede quindi la necessità di un emolumento extra a fronte di quello che va considerato come una normale attività lavorativa".RESTITUIRE GLI ULTIMI COMPENSICirca un mese e mezzo di inattività, ma con ugualmente un bonifico che arriva con l’indennità mensile da consigliere. Il movimento 5 Stelle-Beppe Grillo ha così chiesto ai 50 consiglieri dell’Emilia-Romagna di restituire lo stipendio "intascato senza battere ciglio" (13 mila euro lordi a testa) nel periodo compreso fra le elezioni regionali del 28 marzo e l’insediamento della nuova Assemblea, il 10 maggio. Nelle ultime due mensilità – hanno denunciato ieri in una nota Andrea Defranceschi e Giovanni Favia – i consiglieri "non hanno fatto assolutamente nulla in quel lasso di tempo. Morale: 1,3 milioni di euro buttati dai contribuenti per pagare gente inoperosa". Inoltre, hanno sottolineato, "anche la nuova legislatura è iniziata col freno a mano tirato. Qui in Regione molte stanze dei gruppi assembleari sono deserte. Ci piacerebbe che chi, facendo i conti con se stesso, sapesse in coscienza di non avere lavorato per la collettività in questo periodo, facesse il gesto di non accettare i propri emolumenti".

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