Statuto Parmalat, si da cda


Le proposte di modifica dello statuto di Parmalat avanzate da Sofil, holding di controllo di Lactalis, sono “in linea con le normative vigenti e compatibili con il Concordato di Parmalat (le cui regole non avrebbero comunque potuto derogare ai principi generali della normativa societaria Italiana e Comunitaria)”. E’ quanto afferma il cda di Parmalat, riporta l’Ansa, sollecitato dalla Consob ad esprimersi sulla riforma di Sofil, oggetto di critiche da parte di fondi e piccoli soci e al voto dell’assemblea giovedì prossimo. In merito alla riduzione da due a uno dei rappresentanti delle minoranze nel caso in cui l’assemblea fissi in 7 o 8 i componenti del cda, la previsione assicura “il rispetto delle previsioni di legge”: “è noto che previsioni che garantiscono esclusivamente il rispetto del ‘canone’ di legge sono frequenti nelle società quotate”, afferma il consiglio, in maggioranza tratto dalla lista di Lactalis. Così come “sono in linea con le previsioni di legge” le norme sugli amministratori dipendenti, di cui verrebbero indeboliti i requisiti di indipendenza. Il cda ricorda che “lo Statuto in vigore è stato predisposto alla luce del fatto che in occasione della quotazione della ‘nuova’ Parmalat (a seguito della conversione dei crediti in azioni) si sarebbe determinata una struttura dell’azionariato da ‘public company'” mentre le proposte di Sofil “si confrontano con una struttura dell’azionariato che è nel frattempo mutata in senso sostanzialmente opposto”.

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