Stato di calamitàsenza Stato?


21 MAG. 2012 – "E’ del tutto evidente che questo terremoto, come gli altri che verranno, non può gravare sulle spalle dei territori che vivono vicende così drammatiche". Così il governatore dell’Emilia Romagna Vasco Errani fa sapere come vede la recente riforma della Protezione Civile. Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale mercoledì scorso, il decreto è volto a smantellare la pratica dei risarcimenti statali ai cittadini colpiti dalle calamità naturali. La nuova impostazione prevede il ricorso alle compagnie di assicurazioni. Un passaggio radicale dal pubblico al privato. Per ora tutto l’impianto è cosa solo scritta. Il primo passo è infatti l’entrata in vigore di un "regime transitorio anche ai fini sperimentali". Qui un articolo del Sole 24 Ore spiega più in dettaglio la riforma.Intanto, oltre a Errani, nel dibattito interviene anche il suo omologo lombardo, Roberto Formigoni. "Bisogna evitare che al danno provocato dal terremoto si aggiunga un ulteriore danno economico. Bisogna che ci sia una solidarietà da parte di tutti, lo ha detto il presidente Monti da Washington, e quindi mi auguro che nelle correzioni della legge si tenga conto di questo".Nel caso le casse dello Stato non siano aperte al risarcimento dei danni di quest’ultimo grave terremoto, c’è già chi pensa a come attingere ad altri tipi di risorse. Il presidente della Provincia di Pesaro Matteo Ricci, ad esempio, rispolvera la tassa patrimoniale sui grandi capitali, oppure un prelievo aggiuntivo sui capitali ‘scudati’ rientrati dall’estero. Ricci scriverà una lettera al premier Monti, convinto che "non è possibile che quando in un Paese civile un territorio viene colpito da una calamità come questa, o come nel febbraio scorso il ‘terremoto bianco’ della neve, non scatti un meccanismo di solidarietà nazionale". Proprio sabato, ricorda Ricci, poche ore prima del sisma in Emilia, "ho incontrato il capo della Protezione civile Franco Gabrielli, il quale mi ha detto quello che sta ripetendo in queste ore: la Protezione civile ha piani per le emergenze, ma non ha fondi per il post emergenza". Cioè per la riparazione dei danni e la ricostruzione. Andrea Ferraresi, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle a Novi di Modena, propone invece di utilizzare i soldi destinati alla Cispadana.

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