Stato di agitazione all’Inalca, salta l’accordo sul contratto


MODENA, 23 DIC – A Natale si è tutti più generosi, tranne alla Inalca Jbs. L’industria della lavorazione carni del gruppo Cremonini, con sede a Castelvetro, vorrebbe infatti rivedere al ribasso il contratto dei propri lavoratori, da tempo in trattativa per essere rinnovato. La Flai-Cgil e la Uila-Uil hanno così proclamato lo stato di agitazione. I sindacati nei prossimi giorni convocheranno le assemblee per decidere le iniziative di lotta “per conquistare – annunciano – un contratto aziendale che possa ritenersi degno di questo nome”.“Dopo quasi dieci mesi dalla presentazione della piattaforma per il rinnovo del contratto aziendale – si legge in una nota – durante i quali si sono svolti sette incontri, nella serata di ieri, presso la sede di Confindustria di Modena, si è rotto il confronto su una proposta, da parte della direzione aziendale, assolutamente insoddisfacente che riporta indietro di oltre 10 anni le relazioni sindacali di questo importante gruppo dell’industria alimentare italiana. Sindacati e Rsu hanno tenacemente condotto il confronto con senso di responsabilità, aspettando tutto il tempo necessario così come richiesto dall’azienda, durante il rinnovo del contratto nazionale di lavoro e rendendosi disponibili alla stipula di un ‘accordo ponte’ con richieste economiche che tenessero conto dell’attuale situazione economica”.Nonostante queste disponibilità – proseguono i sindacati – “la direzione aziendale propone una soluzione che, di fatto, azzera dieci anni di relazioni sindacali: accordo ponte con erogazione ad ogni dipendente di un importo di 258 euro per la produttività 2009, importo molto al di sotto della produttività 2008 ed elargito sotto forma di ‘erogazione liberale’ cioè: buoni benzina, buoni pasto o buoni spesa.Per quanto concerne la produttività 2010, l’azienda si è resa disponibile ad erogare lo stesso importo, con le medesime modalità, anticipando l’erogazione nello stesso anno di competenza, cioè il prossimo anno. Con tali importi economici viene azzerata la funzione del contratto aziendale come strumento per tutelare il potere di acquisto dei salari e come mezzo per far crescere la partecipazione dei lavoratori alle scelte aziendali”.

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