Start up da Horizon 2020


Lui ha trentadue anni e un’idea imprenditoriale, lei ventotto anni e le competenze per promuoverla. Hanno unito gli sforzi e sono stati premiati, prima da un ente pubblico che ha deciso di sovvenzionarli e poi da un organo di valutazione internazionale che li spedirà a Berkeley, in California, a cercare nuovi investitori. Partono da Modena con un’idea biomedicale rivoluzionaria: un collarino refrigerante che riduca i danni immediati al cervello inseguito a ictus, ischemie o incidenti. Progetto che promette di arrivare lontano. “Modena è la nostra Silicon Valley” dicono con orgoglio, dopo aver trovato nelle aziende del territorio tutte le competenze necessarie per realizzare un prototipo del loro prodotto. Da un’ala all’altra del Municipio di Modena, mentre Enrico e Mary venivano pubblicamente encomiati, altri imprenditori – giovani e non – raccoglievano informazioni su come accedere agli 80 miliardi di euro del progetto Horizon 2020: un piano europeo della durata di sette anni che finanzierà progetti imprenditoriali a forte tasso d’innovazione. E proprio da Strasburgo arrivano dati eloquenti sulla competitività delle imprese italiane nel contesto continentale: prime in assoluto per richieste di fondi all’Europa, dimostrano una notevole reattività di fronte all’occasione, ma la percentuale di riuscita è purtroppo molto bassa. La competizione internazionale risulta spesso insormontabile.

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