Stanno bene i “modenesi” del Cile


BOLOGNA, 27 FEB – "Tutto bene Parenti". Uno stringato sms dal Cile colpito dal terremoto ha rassicurato la famiglia di Antonio Parenti, assessore del comune di Pavullo, nell’Appennino Modenese, alto Frignano. In questi giorni si trova in missione in Sud America, nel paese di Capitan Pastene dove c’è un vero e proprio ‘pezzo di Frignano” sorto all’altro capo del mondo. Il villaggio, nella parte centromeridionale del paese, dista circa 200 km dall’epicentro del sisma."All’inizio del novecento – ha raccontato all’Ansa Alessandro Tebaldi, consigliere comunale del Pd di Pavullo – Capitan Pastene fu fondato da un gruppo di emigranti di qui e di altri paesi dell’Appennino. Approdarono in America Latina con la promessa di un ingaggio per colonizzare la zona. Ma trovarono terreno ostile e alcuni di loro fecero ritorno in patria". Altri però, un’ottantina di famiglie, tennero duro e ora la maggior parte della popolazione di questo piccolo centro, poco più di duemila anime, ha sangue modenese. Così, a distanza di poche generazioni, dall’altra parte del globo si mantengono intatte alcune tradizioni emiliane. "Fanno ancora le crescentine e utilizzano il prosciutto come si fa qua da noi". Altre si sono mescolate, come gli idiomi. "Alcuni vecchi parlano dialetto modenese".Parenti, come fa due o tre volte l’anno, è là per aggiornare il gemellaggio. "Silvia Bartolini, in Cile con la consulta degli Emiliani Romagnoli nel mondo – ha detto il sindaco Romano Canovi – mi ha telefonato e mi ha detto che gli ha parlato di persona".

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