Squinzi: “Presto per parlare di ripresa”


Il fatto che dopo “tredici mesi negativi” si abbia “un trimestre in positivo come Pil è sicuramente una buona notizia però, prima di dire che siamo fuori dalla crisi e che c’è la ripresa credo che dovremmo ancora aspettare un attimino”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, arrivando all’assemblea di Confindustria Ravenna.  Il varo in Cdm ieri di decreti attuativi sul Jobs act “riteniamo che sia complessivamente positivo”. ha aggiunto. “Dobbiamo sempre fare una valutazione complessiva, lasciamo arrivare in fondo” l’operato del Governo”. A chi gli chiedeva, in particolare, dell’inserimento nei decreti attuativi della previsione di maggiori oneri per chi utilizzerà la cassa integrazione, Squinzi ha replicato che “è anche giusto: ho sempre pensato che la cassa integrazione debba essere un aiuto per quelle imprese che hanno una vera possibilità di rientrare competitivamente sul mercato”. Quindi, ha sottolineato ancora, la cassa integrazione “dovrebbe avere una durata di uno, massimo due anni. Purtroppo in questo Paese abbiamo avuto casse integrazioni che sono durate anche sette anni. E’ un sistema – ha concluso Squinzi – che va profondamente rivisto e ridisegnato”. E ancora, quella “sul falso in bilancio e il riciclaggio certamente è una situazione delicata”, tuttavia va verso gli imprenditori che non vogliono “sconti” e desiderano fare il proprio “dovere di cittadini corretti e leali”, non ci possono essere “vessazioni di tutti i tipi come accade adesso”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, replicando a chi gli chiedeva un commento su una eventuale stretta nei confronti delle imprese per quanto riguarda, appunto, il falso in bilancio e il riciclaggio. Riguardo questi temi, ha proseguito, “ci sono approcci che ho definito in assemblea come la manina anti imprese. Non vogliamo sconti di nessun tipo – ha argomentato ancora Squinzi – vogliamo fare il nostro dovere di cittadini corretti e leali – ha concluso – ma non possiamo essere sempre sottoposti a vessazioni di tutti i tipi come accade adesso”.

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