Spread alle stelle. “Ma niente panico”


MODENA, 25 LUG. 2012 – “Siamo nella tempesta”. Sono eloquenti le parole usate dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi per descrivere la stretta attualità economica. Il problema è di nuovo lui, lo spread, tornato in questi giorni a livelli preoccupanti, mai registrati dal Governo Monti. La crescita del differenziale tra i tassi Btp e Bund è ormai il campanello d’allarme capace di condizionare pesantemente la Borsa di Milano e i mercati di tutta Europa. Ma la reale situazione dell’Italia, che si nasconde dietro a questo numero, è leggermente diversa. Mai come oggi la prima preoccupazione dell’esecutivo è il risanamento dei conti dello stato. Va in questa direzione il decreto sulla spending review, primo passo per contenere la spesa pubblica che però sta generando anche malcontento e critiche. Caperchione cita come esempi il riordino delle Province, accorpate e non definitivamente abolite con il rischio quindi che il risparmio non sia reale, e la vendita del patrimonio statale, idea giusta a patto che chi compra continui a salvaguardare le finalità del nostro territorio.Sì ai tagli dunque. Ma per chiedere sacrifici ai cittadini è necessario chiarire lo scenario di medio periodo, per rendere meno dolorosa la ripresa.

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