Spiragli di distensione alla Fini Compressori


BOLOGNA, 23 APR. 2010 – I 108 lavoratori a rischio della Fini Compressori potrebbero presto non considerarsi più esuberi. La trattativa tra proprietà e sindacati è sempre più vicina a un accordo. "E’ confermata la possibilità di un’intesa sulla base del ritiro dei licenziamenti", ha detto con i giornalisti l’assessore alle Attività produttive Duccio Campagnoli a margine del tavolo convocato dalla Regione. I segnali che arrivano dalla proprietà sono di segno opposto rispetto a quelli di solo una settimana fa, quando tutto sembrava volgere verso la chiusura definitiva dello stabilimento di Zola Predosa. Il proprietario Marco Fini ha ribadito che l’azienda non ha intenzione di lasciare Bologna e che non è ancora stata venduta. Un aspetto giudicato positivamente dallo stesso Campagnoli. Al tavolo anche l’assessore provinciale Graziano Frantoni, il segretario della Cisl Alessandro Alberani, quello della Fiom Bruno Papignani e Danilo Gruppi della segreteria regionale Cgil.L’accordo sul tavolo prevede il ritiro dei 108 licenziamenti e il ricorso agli ammortizzatori sociali. In particolare potrebbe essere concessa la cassa integrazione in deroga di 24 più 6 mesi. Previsti anche una serie di incentivi per chi dovesse scegliere la mobilità volontaria. Allo studio, poi, una serie di misure per favorire i prepensionamenti. In segno di fiducia i lavoratori della Fini hanno deciso di allentare gli scioperi e il presidio davanti allo stabilimento cha vanno avanti da 11 giorni.Tutto da confermare invece lo scenario che vedeva imminente per la Fini Compressori l’ingresso di un nuovo socio. Si ipotizzava la Nu Air di Torino che al momento assumerà solo veste di partner commerciale. Da limare sono rimasti anche altri punti che hanno causato il prolungarsi della vertenza: la rotazione dei lavoratori e gli incentivi per la mobilità, fino ad ora negati dalla proprietà. In una pausa c’è stato oggi anche un incontro tra Campagnoli e il presidente della Regione Vasco Errani.Intanto il governo rispondendo all’interrogazione avanzata dai parlamentari bolognesi del Pd nei giorni scorsi, ha definito la vertenza della Fini Compressori come "strategica" e ha offerto l’apertura di un tavolo di crisi nazionale.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet