Spiagge, Cna balneatori al Governo: “Basta iva al 22%”


Le oltre 1.800 imprese balneari dell’Emilia-Romagna attendono “dopo mesi di tira e molla” che “il Governo ponga le basi per far uscire il turismo balneare da un’incertezza normativa e amministrativa, oltre che da un fisco penalizzante, che ne compromette prospettive e competitività”.

 
L’appello è stato lanciato oggi da Cna Balneatori Emilia-Romagna, che con la sua coordinatrice Elisa Muratori dichiara: “Non possiamo non evidenziare che, solo per le imprese balneari, l’Iva è al 22% anzichè al 10% come per tutte le altre imprese turistiche; che alle stesse imprese si applicano addizionali spropositate sui canoni demaniali e che le stesse sono soggette a Imu, malgrado siano affittuarie e non proprietarie delle aree, che le nuove Tasi e Tari sono calcolate sull’intera superficie oggetto di concessione, fino alla battigia”.

 
La Cna Balneatori regionale si augura “che il cosiddetto decreto turismo, più volte annunciato, contenga anche misure per il settore della balneazione come l’uniformità dell’aliquota Iva” ma anche “un freno all’introduzione di addizionali regionali sui canoni ed una rimodulazione della disciplina sulla nuova Iuc, tale da renderla più equa e sostenibile”.

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