Spi-Cgil: contro la crisi una settimana di mobilitazione


30 OTT 2009 – Il Sindacato pensionati Spi Cgil ha proclamato una nuova fase di mobilitazione, di informazione e di ascolto dei pensionati e degli anziani sui temi del potere d’acquisto delle pensioni, della non autosufficienza, delle politiche sanitarie e socio-sanitarie. Maurizio Piccagli, Segretario provinciale Spi Cgil di Reggio Emilia parla dei tanti, troppi problemi non affrontati dal governo sui quali il sindacato attende risposte."Nell’ambito delle iniziative proclamate dalla Cgil, iniziative di lotta e di mobilitazione che vedono le piazze occupate a Roma dai lavoratori in difficoltà, licenziati, in cassa integrazione, lo SPI nazionale, regionale e provinciale di Reggio Emilia si inserisce con questa settimana di mobilitazione, che proseguirà fino al 7 novembre. In questi giorni abbiamo deciso di stare in piazza e tenere aperte, secondo un programma predefinito, le nostre sedi. Le questioni che mettiamo al centro di questa mobilitazione sono quelle relative alla salvaguardia e all’aumento del potere di acquisto delle pensioni: bisogna tenere conto che le pensioni hanno perso potere di acquisto in termini molto forti negli ultimi anni, e questo è anche un fattore di crisi economica interna perchè se i pensionati vedono diminuito questo potere di acquisto possono spendere meno e dunque anche i beni di consumo, compresi quelli primari, sono ovviamente destinati a calare (come in effetti è avvenuto)"."Per recuperare questa situazione bisogna intervenire immediatamente su due aspetti: innanzitutto migliorare i meccanismi attraverso i quali le pensioni vengono rivalutate e poi intervenire sull’abbassamento della pressione fiscale sui redditi da pensione. Sempre in relazione alle condizioni della popolazione anziana c’è poi da mettere in risalto che non è ancora stata definita la legge sulla non autosufficienza, anche se sono stati ripristinati i finanziamenti previsti per contrastarla e, anzi, sono stati tagliati i fondi che erano stati decisi dal governo Prodi, poi confermati seppur in modo parziale l’anno scorso. Fondi che quest’annosono stati totalmente tagliati. Sempre in riferimento ai tagli noi dobbiamo tener presente che la Finanziaria presentata nei giorni scorsi è sicuramente, come il governo tiene a dire, "una legge leggera", potremmo dire che è una legge che "non ha niente", nel senso che non ha niente in grado di aiutare le persone, le famiglie e le imprese ad uscire dalla crisi, mentre i tagli li avevano già previsti la scorsa estate e quindi, dal punto di vista dei tagli sociali, questa è una Finanziaria ‘pesantissima’.""Sulla Sanità possiamo dire con soddisfazione che la determinazione con la quale il Presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani (anche a nome della conferenza Stato-Regioni) ha trattato con il governo ha prodotto un primo risultato significativo e cioè ha permesso di fare un accordo col governo sul patto per la salute che ripristina nel triennio i finanziamenti necessari al Fondo Sanitario. Questo è un primo parziale, ma importante, risultato al conseguimento del quale ha sicuramente contribuito la forte iniziativa della Cgil e del Sindacato Pensionati SPI. Se anche i comuni negli anni passati si fossero opposti con la stessa determinazione ai forti tagli che il governo apportava attraverso la Finanziaria, forse oggi avrebbero meno difficoltà ad affrontare il loro sistema di welfare.Non è chiaro ciò che il governo sta facendo nei confronti delle tante aziende in crisi. Per il momento alle imprese non ha garantito nulla, le uniche garantite fino ad oggi sono state le banche. Basta guardare il rapporto difficile tra imprese e banche: tra il sistema produttivo, il sistema manufatturiero e le banche per accedere ai crediti. E anche su questo versante non possiamo certo dire che il governo abbia agito in termini positivi. Ma soprattutto la cosa più grave, quella più vergognosa, quella che avviene solo in Italia (perchè qui c’è un governo che ha queste caratteristiche) è quella operazione che ha preso il nome di "scudo fiscale", in realtà si tratta di un vero e proprio condono (fatto tra l’altro con la garanzia dell’anonimato, della non perseguibilità di reati commessi all’atto della esportazione di capitali, ecc.). Proprio le caratteristiche di questo condono fanno apparire questa iniziativa davvero vergognosa, inaccettabile e soprattutto porta i cittadini ad una disaffezione al pagamento delle tasse e quindi ad evadere il fisco(naturalmente i cittadini che possono evadere, non certo i pensionati o i lavoratori dipendenti).Insomma abbiamo l’impressione che in questo periodo l’evasione sia aumentata e che, nel caso in cui il governo continuasse sulla strada dei condoni, continuerà ad aumentare.Queste sono le ragioni che ci portano a proseguire nella nostra iniziativa di mobilitazione e di lotta, iniziativa che si concluderà con una grande manifestazione nazionale della CGIL il 14 novembre a Roma, alla quale siamo impegnati a portare centinaia di migliaia di cittadini che vogliano contrastare le politiche economiche e sociali, ma anche quelle istituzionali, quelle riferite alla libertà di stampa, alle libertà individuali e collettive. Dalla nostra provincia partiranno 25 pullman per dire NO a questo modo di governare"."La settimana di mobilitazione – dice Rolando Landini della Segreteria SPI Cgil di Reggio Emilia – mira a sollecitare le forze politiche e il governo nazionale ad affrontare concretamente le questioni che sono alla base delle nostre rivendicazioni e che richiedono urgenza e priorità di decisione. Il governo continua, invece, ad ignorare e a sottovalutare i drammi sociali ed economici aggravati dalla crisi e dalla mancanza di prospettive certe per milioni di persone e di famiglie". "La settimana di mobilitazione dal 2 al 7 novembre – continua Landini – vedrà tornare nelle piazze i pensionati. Saremo presenti, nelle giornate di mercato, nei comuni della provincia di Reggio Emilia, e nelle piazze di tutta Italia, per informare i cittadini delle rivendicazioni che il sindacato chiede al Governo per migliorare le condizioni di reddito e di vita delle pensionate e dei pensionati italiani. Chiederemo di essere ricevuti dai Sindaci, dal Presidente della Provincia per illustrare e consegnare le nostre proposte.Forti delle nostre ragioni non ci fermeremo, protagonisti organizzati è meglio che soli".

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