Spi, 7000 pensionati dall’E-R a Roma


BOLOGNA, 27 OTT. 2011 – Sono settemila i pensionati della Cgil dell’Emilia-Romagna che domani parteciperanno alla manifestazione nazionale indetta dallo Spi in piazza del Popolo. Arriveranno a Roma in treno e in pullman – sono 120 quelli prenotati da Piacenza a Rimini – per protestare contro un governo "che ha portato il Paese al collasso" e chiedere un futuro migliore "anche per i nostri figli e i nostri nipoti". I pensionati dello Spi denunciano i tagli ai servizi socio-assistenziali con l’azzeramento del Fondo nazionale per la non autosufficienza, la riduzione del potere d’acquisto delle pensioni e degli stipendi, i nuovi ticket e le nuove tasse per tutti "eccezione fatta per chi le evade". "I risultati delle manovre approvate dal governo iniziano a farsi sentire – dice il segretario generale Spi dell’Emilia-Romagna, Maurizio Fabbri – L’aumento dell’Iva ha, ad esempio, fatto impennare ben più dell’uno per cento i prezzi di tanti prodotti. Un peso che ricchi ed evasori sentono poco, non è così invece per milioni di pensionati e di famiglie. E questo è niente, perché gli effetti della finanziaria si abbatteranno sugli italiani soprattutto a partire dal 2012". "Nessun dorma", allora, come recita l’appello della manifestazione dello Spi, ma occorre che tutti "si impegnino in prima persona per un futuro più giusto ed equo", perché le scelte del governo "con l’aumento della povertà, delle disuguaglianze, della precarietà e della disoccupazione, le pagano i pensionati come le donne, i giovani come i non autosufficienti". "Contro una crisi negata per anni, ora il governo fa cassa colpendo i soliti noti, i pensionati e i lavoratori che hanno sempre pagato le tasse – continua Fabbri – Per questo diciamo basta alla balla della Lega che difende le pensioni: da quando c’é questo governo, è stato un attacco continuo e diretto proprio contro le pensioni e i redditi da lavoro e la Lega dov’era? Non ci ha mai difeso. Così pagano sempre i più deboli e gli onesti, mentre siamo rimasti l’unico Paese al mondo a non avere una patrimoniale. Noi saremo in piazza, quindi, per difendere le pensioni e per garantire un futuro a questo Paese". Quella dei pensionati vuole essere "una manifestazione non solo di protesta, ma anche di proposta per dare una svolta all’Italia. Attraverso un fisco più equo che faccia pagare i più ricchi e attraverso investimenti nel welfare, che non va considerato un costo da tagliare, ma una possibilità di sviluppo". "Il governo si è messo in crisi da solo e l’opposizione che fa? – si chiede Fabbri – Questa deve essere l’ora della chiarezza, soprattutto per il Pd se vuole essere credibile come alternativa di governo".

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