Spese natalizie in calo. Ora si punta sui saldi


BOLOGNA, 3 GEN. 2011 – E’ deludente il quadro delle vendite natalizie in Emilia-Romagna stilato dalla Confesercenti regionale che, ora, punta sulla stagione dei saldi per rimpinguare un po’ le casse. La sostanziale tenuta dei prodotti tecnologici, di libri, giocattoli e del comparto alimentare, ha avuto infatti come contraltare un calo vistoso – pari al 10-15% – dell’abbigliamento e una flessione generalizzata per il settore della gioielleria e, in misura minore, per quelli della profumeria e per i pubblici esercizi come bar e ristoranti.Gli sconti – che partiranno in tutta la regione giovedì – dovrebbero determinare, secondo le previsioni dell’ufficio economico della stessa Confesercenti, una spesa media per famiglia pari a 306 euro a famiglia, per un ammontare complessivo stimato in 505 milioni. "I dati sulle vendite natalizie – osserva Stefano Bollettinari, direttore di Confesercenti Emilia-Romagna – rispecchiano il periodo di crisi che stiamo attraversando caratterizzato dalla diminuzione della capacità di spesa delle famiglie e della propensione al consumo, condizionata sia dalle recenti manovre che dai timori sulle prospettive economiche del 2012". A giudizio dell’esponente della Confesercenti regionale, questa situazione "rende urgenti misure più incisive da parte del Governo per favorire il rilancio della domanda interna, degli investimenti e dell’occupazione, perché non può essere certo la liberalizzazione totale degli orari dei negozi la risposta alla crisi, in quanto sposterà solo quote di mercato a danno delle piccole imprese, senza aumentare complessivamente i consumi". Quanto ai saldi, sottolinea invece Roberto Manzoni, presidente regionale di Confesercenti, questi "rimangono un momento favorevole sia per gli imprenditori del commercio che per chi compra. Visto l’andamento dei consumi del 2011, ci aspettiamo che quest’anno i saldi partano da sconti superiori alla media: ma noi – conclude – consigliamo sempre di diffidare di chi offre tagli sul prezzo troppo alti, e di comprare invece sempre da negozianti conosciuti".

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