Spending review, a rischio 6000 posti nella sanità


BOLOGNA, 23 LUG. 2012 – Circa seimila posti di lavoro in meno su 60 mila addetti del settore e soppressione di quasi quattromila posti letto degli attuali 20 mila. Ancora, riduzione della spesa farmaceutica, aumento del ticket e in generale un taglio ai finanziamenti che si aggiungerà agli 1,3 miliardi di euro già calcolati al netto della Spending Review. L’impatto del provvedimento per la riduzione della spesa pubblica sulla sanità emiliano-romagnola è quantificato dalla Cgil, che come segreteria regionale, insieme al sindacato pensionati Spi e alla Funzione Pubblica ha organizzato come in tutta Italia, anche in Emilia-Romagna, una giornata di mobilitazione con raccolta firme in difesa della sanità pubblica.Diverse le iniziative: presidi davanti ad ospedali, Cup e Ausl a Piacenza, assemblea pubblica a Parma, volantinaggi in piazze e ambulatori a Modena, Ferrara, Bologna, Cesena, Rimini dove è allestito un gazebo informativo in piazza Cavour. "Siamo molto preoccupati", ha detto durante una conferenza stampa a Bologna Daniela Bortolotti, segreteria regionale Cgil. "Per noi – ha proseguito – questo decreto non è un analisi della spesa per cercare quella inappropriata. Siamo di fronte a tagli lineari molto pesanti, ad una manovra vera e propria". Avanti di questo passo, per il sindacato, "si rischia il superamento del modello di sanità pubblica nella direzione di quella privata". Ad essere più penalizzate "sono le realtà sanitarie virtuose, come la nostra".

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