BOLOGNA, ALFREDO CAZZOLA SCENDE IN CAMPO E PASSA LA PALLA AL CENTRODESTRA


BOLOGNA, 14 GEN. 2009 – Alfredo Cazzola si candida a sindaco di Bologna. L’ex patron del Bologna, della Virtus e del Motorshow ha sciolto la riserva oggi alle 14, nel corso di una conferenza stampa all’hotel Carlton in cui ha annunciato la sua discesa in campo nelle amministrative del 6 e 7 giugno. “Ho maturato questa decisione – ha detto – quando ho avuto la certezza che ho la forza e sono in grado di poter assumere un ruolo così importante”.  L’ANNUNCIOQuella di Cazzola è stata presentata come una candidatura civica, autonoma da ogni forza politica. “Non ho affrontato con nessun partito progetti di sorta – ha precisato l’imprenditore – Mi impegno da oggi, per i prossimi trenta giorni, a mettere insieme la squadra che vorrei presentare ai bolognesi”. La sua squadra e i suoi programmi saranno infatti annunciati il 14 febbraio, giorno del suo cinquantanovesimo compleanno. Cazzola ha ribadito, però, che la sua sfera d’influenza è quella alternativa al centrosinistra. “Non possiamo immaginare – ha aggiunto – un candidato civico completamente avulso dai partiti. Ma la cosa che mi sembra importante è che io ho deciso di candidarmi senza chiedere a nessuno. Ovviamente sarò attento anche alle disponibilità che le forze politiche vorranno manifestarmi”. La porta rimane dunque aperta ai partiti che vogliono compiere “un salto di qualità” e “un cambiamento radicale forte del modo in cui affrontare la gestione di una città così importante come la nostra”. Dopotutto, il primo annuncio di un possibile impegno politico di Cazzola a Palazzo d’Accursio è arrivato all’inizio di giugno, quando il sindaco Sergio Cofferati  disertò la partita che valse la promozione del Bologna in serie A. Un atto che venne considerato segno di disattenzione per la città.LA STORIAAlfredo Cazzola, invece, fa tesoro del suo radicamento nella vita bolognese e del lavoro pluridecennale svolto a servizio della città. Imprenditore fin dal 1972 nel settore delle attività fieristiche, nell’81 ha fondato la Promotor international, con la quale ha potuto controllare e organizzare a Bologna una delle più fortunate fiere motoristiche italiane: il Motorshow. Ma la popolarità di Cazzola sotto le Due Torri è legata soprattutto alla sua attività di presidente sportivo. Prima come proprietario della pluridecorata Virtus, con cui ha portato il basket bolognese a livelli di assoluta eccellenza nazionale e internazionale. E dal 2005 con il Bologna calcio, rilevato appena dopo la retrocessione in B da Giuseppe Gazzoni Frascara e riportato lo scorso anno nella massima serie. Un risultato di cui il neo-candidato sindaco non ha mai goduto, avendo ceduto la squadra al socio di minoranza, il costruttore Renzo Menarini, proprio all’inizio dell’attuale campionato.LE REAZIONII partiti del centrodestra bolognese esprimono interesse per la sua discesa in campo, ma prendono tempo per discuterne. “Apprendiamo con vivo interesse la disponibilità di Alfredo Cazzola alla candidatura a sindaco di Bologna – scrivono in una nota firmata dai parlamentari  Giampaolo Bettamio (Fi), Filippo Berselli (An), Angelo Alessandri (Ln) e Carlo Giovanardi (Pdl) – Avremo modo, già nei prossimi giorni, di discuterne con i dirigenti dei nostri partiti e con i leader nazionali, affinché in tempi rapidi si possa indicare ai cittadini il candidato che i partiti del centrodestra sosterranno”. Nessun commento invece da parte di Giorgio Guazzaloca, che ancora non ha ufficializzato la sua candidatura, ma che probabilmente sarà in campo, con l’appoggio dell’Udc. Gian Luca Galletti, parlamentare bolognese e consigliere comunale, molto vicino a Pier Ferdinando Casini, ostenta “rispetto sia per Delbono che per Cazzola, ma noi ribadiamo con convinzione la nostra scelta di ascoltare la maggioranza silenziosa dei cittadini bolognesi che sostiene Guazzaloca”. Dalle fila del Pd emerge infine scetticismo. “Mi pare si siano confermate la confusione e la divisione all’interno della destra bolognese – ha commentato Salvatore Caronna, segretario regionale – Una parte sta su Guazzaloca e un’altra si è inventata il Berluschino locale pensando così di risolvere le difficoltà”.

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