Spaggiari, Baldi e Zobbi: tre anime, un solo obbiettivo


Antonella Spaggiari ha dichiarato, presentandosi come candidata a sindaco di Reggio: “La sensazione condivisa (con Baldi, che le sedeva di fianco in conferenza stampa) è che in questi anni le scelte non siano state compiute e non siano andate nella direzione dei bisogni della città”.In effetti anche Carlo Baldi ha dichiarato: “Ci siamo accorti che Reggio sta perdendo spinta propulsiva e occorre pensare ad un nuovo progetto per governare uno sviluppo costruito attorno a valori differenti e di maggiore qualità rispetto al passato”.Il problema è che Baldi la sua dichiarazione non l’ha fatta ieri, ma nel 2003, quando decise con largo anticipo di candidarsi a sindaco contro “la cultura e l’operato” della giunta Spaggiari. Tra il settembre e il dicembre di quell’anno, prima ancora che Ds e Margherita scegliessero il successore di Antonella, Baldi lanciò il suo Laboratorio all’insegna del motto: “servono idee e competenze nuove per i complessi scenari che abbiamo davanti”. Aggiungendo un’accusa alla Spaggiari che solo più tardi sarebbe diventata giudizio politico comune sia a destra che a sinistra: “le grandi speculazioni edilizie realizzate da chi governa la città hanno rovinato l’ambiente e costruito alloggi che rimarranno sfitti”.Oggi Baldi ha evidentemente cambiato idea, e l’ha cambiata anche sui politici di professione, cioè quelli, diceva sempre nell’ottobre 2003, che “restano per più di due mandati alla guida di istituzioni pubbliche creando reti personali di amicizie ed interessi”.Va detto ad onor del vero che anche Antonella Spaggiari ha cambiato opinione su Baldi. Per anni lo ha visto come fumo negli occhi, per il suo iper attivismo attorno alla Università che rischiava di oscurare il sindaco. Quando il commercialista scese in campo nel 2003 lei non esitò (in buona compagnia per la verità all’interno dei DS), ad accusarlo di intrecciare finanza e media, e di predicare in pubblico per la gente offrendo in privato patti di spartizione delle poltrone. Baldi dichiarò ufficialmente la sua disponibilità a candidarsi a sindaco il 28 agosto del 2003, con una intervista al quotidiano on line Emilianet di cui restò alla storia una frase: sono convinto che i tempi siano maturi per una Reggio guidata da un sindaco non di tradizione comunista. Si riferiva a sé stesso dopo dodici anni di Spaggiari, ma i reggiani capirono un’altra cosa e votarono Del Rio. Anche al leader dell’UDC reggiana Tarcisio Zobbi i sindaci di matrice comunista non sono mai andati a genio, e per lui Reggio Emilia stava affondando e perdendo slancio già nel 1999, quando si candidò contro la Spaggiari ben prima di Baldi. Fine analista della politica reggiana, nel luglio 2003 Zobbi pronosticò Pierluigi Castagnetti candidato sindaco della maggioranza uscente a Reggio Emilia, ed Elena Montecchi candidato presidente della Provincia. Altrettanto chiaro, sempre Zobbi, fu in una intervista a Telereggio del 2006, quando ribadì che tutta la sua vita politica si era caratterizzata per l’opposizione alle giunte di sinistra e che né lui né l’UDC avrebbero certo cambiato orientamento.A questo punto l’alternativa è d’obbligo: o è Antonella Spaggiari ad aver cambiato pelle ed identità, tanto da convincere Baldi e Zobbi, o sono i due ad aver abiurato i propri principi. La terza ipotesi, quella che la candidatura nasca attorno ad interessi e rivalse personali, non ci passa neanche per la testa: noi non siamo avvezzi a certi argomenti.

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