Sono bolognesi i 5 italiani morti a New York


BOLOGNA, 9 AGO 2009 – La vacanza da sogno nella Grande Mela si è trasformata in tragedia: due famiglie bolognesi spezzate dal terribile incidente aereo, le cui immagini hanno fatto il giro del mondo. Nello scontro avvenuto ieri a mezzogiorno (le 18 in Italia) tra l’elicottero della compagnia ‘Liberty Tours’ e un Piper, precipitati nel fiume Hudson dopo lo schianto in volo, sono morte nove persone: cinque italiani, il pilota e le tre, tra cui un bambino, che viaggiavano a bordo del piccolo aereo privato lungo la costa del New Jersey. Le vittime italiane sono Michele Norelli, 52 anni, il figlio Filippo, che avrebbe compiuto 17 anni il 29 novembre, Fabio Gallazzi, 49 anni, la moglie Tiziana Pedrone, 45, e il figlio Giacomo, di 16. I Norelli abitano a Trebbo di Reno, frazione di Castel Maggiore alle porte dell’area nord di Bologna, i Gallazzi a San Lazzaro di Savena, nell’hinterland est del capoluogo. La moglie di Norelli, Silvia Rigamonti, insegnante in un comune del Bolognese, si è salvata perché temeva quel volo e non se la sarebbe sentita di salire a bordo. Ed è salvo un altro figlio dei Norelli, Davide, 23 anni, studente di Economia aziendale, che aveva a sua volta il progetto di andare a New York con la fidanzata, ma in settembre. Anche Tiziana, prima di raggiungere gli Usa, aveva espresso le sue paure per il volo il elicottero, ma poi aveva cambiato idea. Il volo panoramico era stato prenotato già dall’Italia, al prezzo di 130 euro a persona. I bolognesi erano partiti il 4 agosto, via Amsterdam, e sarebbero rientrati nei prossimi giorni. Compagni di viaggio e amici nella vita: Filippo Norelli, studente al liceo scientifico Sabin, e Giacomo Gallazzi, che frequentava un altro scientifico cittadino, il Fermi, si tenevano in contatto anche su social network come Facebook o Netlog, dove avevano una folta schiera di amici. Fabio Gallazzi aveva una ditta di rappresentanza di prodotti per aziende metalmeccaniche, Michele Norelli era titolare di un negozio che produce cornici e vende prodotti per l’arredamento al centro commerciale Lame, in via Marco Polo. Tiziana Pedrone era casalinga, anche se dava una mano in un negozio di oreficeria. I due padri, insieme ad altri amici, erano ciclisti dilettanti e la domenica andavano in giro per i colli bolognesi sulle due ruote. Per i Norelli, poi, il viaggio a New York aveva un significato molto particolare: era quello con cui la coppia avrebbe festeggiato, assieme a Filippo e agli amici, il 25/o anniversario di matrimonio. Si sono salvati invece grazie a un ritardo una turista romana di 42 anni, Paola Casali, e il figlio Lorenzo, tredicenne: avevano prenotato il tour sull’elicottero precipitato, ma sono arrivati troppo tardi all’eliporto della 30/a strada. Alle prime luci del giorno, intanto, sono riprese le ricerche dei corpi nell’Hudson. Tre, fino alla tarda mattinata in Italia, i cadaveri recuperati, tutti degli occupanti del Piper secondo la Cnn, che citando fonti investigative ha riferito anche della localizzazione del corpo di una quarta vittima. L’elicottero della ‘Liberty Helicopter Sightseeing Tours’, a quanto si evince da una foto diffusa la scorsa notte dal network Usa Fox, avrebbe perso il controllo dopo essere stato colpito, probabilmente nella parte posteriore, da un’ala del velivolo. La collisione è stata vista da numerosi testimoni, ma a quanto risulta non dai familiari (a New York c’era anche un cugino di Norelli che li aveva raggiunti in un secondo momento), che si trovavano in una zona dalla quale probabilmente non si sarebbe potuto notare l’incidente. Domani l’ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Gianni Castellaneta, si recherà a New York per rendere visita ai parenti delle vittime italiane, insieme al sindaco Michael Bloomberg. "Cordoglio e solidarietà" alle famiglie delle vittime è stato espresso dal ministro degli Esteri Franco Frattini.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet