Somalia, no al blitz per liberare gli ostaggi italiani. Sequestrata una nave greca


14 APR. 2009 – Il rimorchiatore italiano Buccaneer sequestrato da pirati sabato mattina nel Golfo di Aden é all’ancora in un’area tra il Puntland ed il Somaliland, nord della Somalia, nei pressi di una località di nome Las Qoray. Lo ha appreso satmattina l’Ansa a Nairobi da Andrew Mwarunga, responsabile della compagnia che si occupa della sicurezza della navigazione nell’Est Africa. La notizia chiude dunque la strada ad ogni residua possiblità di blitz, dato che gli assaltatori della Marina Militare italiana hanno perso definitivamente il fattore sorpresa che in un’azione di forza per liberare degli ostaggi rimane comunque decisivo. L’ipotesi era comunque già molto debole, anche a causa delle recenti reazioni che Stati Uniti e Francia hanno avuto nei confronti dei pirati. "Due attacchi ai pirati in poche ore, per liberare il veliero francese e il capitano della Maersk, hanno mandato un segnale d’allarme a tutti gli altri", dice una fonte del governo italiano coinvolta nella pianificazione della strategia di salvataggio. "Adesso gli ostaggi del Buccaneer saranno praticamente inavvicinabili, un’azione per liberarli sarebbe ad altissimo rischio".Nel frattempo, un’altra nave è stata sequestrata oggi da pirati al largo della Somalia. Fonti marittime rendono noto che poco prima dell’alba è stato assaltato il cargo MV Irene E.M., battente bandiera di St. Vincent. Il ministero greco della marina mercantile ha dichiarato che l’imbarcazione è di proprietà della compagnia Chian Spirit Maritime Entereprises Ltd, con base nel Pireo, e che a bordo ci sono 22 marinai filippini.Con quest’ultimo assalto, salgono quindi a nove le imbarcazioni sequestrate dall’inizio del mese nella regione del Golfo di Aden. Tornando al sequestro del Buccaneer, il capo della segreteria del ministero della Difesa, Roberto Petri, ha annunciato che oggi è in programma una nuova riunione all’Unità di crisi della Farnesina, a cui parteciperà Silvio Bartolotti, l’armatore del rimorchiatore. Già ieri Petri aveva annunciato l’immediata disponibilità a collaborare con l’azienda ravennate Micoperi e con il suo titolare, che in questi giorni è sempre stato in contatto con i vertici dei ministeri interessati. Prosegue, infine, il "massimo riserbo" garantito dal Ministero degli Esteri sugli aspetti operativi della questione, al fine di favorire "una soluzione positiva della vicenda". Questo atteggiamento va anche nella direzione di "difendere l’incolumità" dei 10 sequestrati italiani, che deve rimanere la "priorità assoluta". Un familiare di un ostaggio è stato comunque rassicurato sulle condizioni di salute degli ostaggi da un funzionario del Ministero degli Esteri.I DIECI ITALIANI SEQUESTRATIEcco i nomi dei dieci italiani che fanno parte dell’equipaggio del rimorchiatore Buccaneer, sequestrato dai pirati nel Golfo di Aden. L’elenco è stato ricostruito attraverso informazioni raccolte dall’Ansa in varie regioni italiane:Mario Iarlori, comandante, iscritto alla Capitaneria di porto di Ortona (Chieti)Mario Albano, primo ufficiale di coperta, iscritto alla Capitaneria di Porto di Gaeta (Latina)Tommaso Cavuto, secondo ufficiale di macchina, iscritto alla Capitaneria di Porto di Ortona (Chieti)Ignazio Angione, direttore di macchina, iscritto alla Capitaneria di Porto di Molfetta (Bari)Vincenzo Montella, marinaio, iscritto alla Capitaneria di porto di Torre del Greco (Napoli)Giovanni Vollaro, marinaio, iscritto alla Capitaneria di porto di Torre del Greco (Napoli)Bernardo Borrelli, marinaio, iscritto alla Capitaneria di porto di Torre del Greco (Napoli)Pasquale Mulone, marinaio, iscritto alla Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo (Trapani)Filippo Speziali, marinaio, iscritto alla Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno)Filomeno Troino, cuoco, iscritto alla Capitaneria di Porto di Molfetta (Bari).

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