Somalia: negoziati in corso con i pirati, la Farnesina rassicura le famiglie


ROMA, 13 APR – Sì alla trattativa ad oltranza e nessun blitz, se non come ultima, estrema opzione. E’ questa, secondo quanto si è appreso, la linea delle autorità italiane che lavorano ad una positiva soluzione del sequestro dell’equipaggio del Buccaneer, da sabato in mano ai pirati e alla fonda vicino alle coste somale. Come in tutti i casi di presa di ostaggi italiani (in Iraq, Afghanistan, Yemen, nella stessa Somalia e altrove) e nonostante la brillante operazione militare che ha portato ieri alla liberazione del capitano Usa Richard Phillips, da parte italiana la strada della trattativa viene considerata al momento l’unica percorribile. In questa fase, secondo il poco che trapela dallo stretto riserbo, gli organismi di intelligence italiani hanno mobilitato tutta la loro rete informativa in Somalia per trovare un efficace canale di mediazione. "E’ quello che si fa sempre all’inizio", spiega una fonte. Nel caso del rapimento dei marinai, però, aggiunge, ci sono alcune "significative peculiarità, due su tutte", destinate ad incidere sul tradizionale modus operandi dei negoziatori. In primo luogo, viene sottolineato, a differenza di altri sequestri, in questo non c’é alcuna incognita su dove si trovino gli ostaggi e i loro sequestratori: la posizione del Buccaneer, grazie ai molti satelliti puntati sul Golfo di Aden, é perfettamente nota alle autorità italiane e straniere che operano nell’area. Secondo: il rimorchiatore ha apparati che consentono un contatto diretto tra i rapitori e i negoziatori e se una mail parte dal Buccaneer (come quella che il primo giorno ha dato l’allarme) non c’é dubbio che il mittente siano i rapitori degli italiani. Di sicuro niente millantatori. Tutto questo rende lo scenario meno complesso, ma non per questo la soluzione della vicenda è più semplice. I pirati, concordano gli organismi di intelligence che si occupano del fenomeno, negli ultimi tempi si sono dotati di sofisticati armamenti e tecnologie che, se da un lato consentono loro di sfuggire ai controlli delle navi militari di mezzo mondo e continuare ad agire, dall’altro rendono particolarmente rischiosa un’azione militare nei loro confronti. In ogni caso, non c’é dubbio che in questa fase tutti, a partire dall’armatore e dai familiari degli ostaggi, siano per la trattativa e per una soluzione negoziale e pacifica. Naturalmente la fregata della Marina militare italiana Maestrale, con 220 uomini a bordo, è "pronta ad ogni evenienza": da ieri si trova sul posto, insieme alle unità di diversi altri paesi Ue che partecipano alla missione antipirateria Atalanta. Questo significa che, in caso di blitz e secondo la prassi che vuole che siano le forze del Paese interessato ad intervenire, saranno anche i due elicotteri e gli incursori di Marina imbarcati ad entrare in azione, naturalmente insieme e in coordinamento con gli alleati. "La situazione – ammette la fonte – viene analizzata anche da questo punto di vista, ma allo stato non vi è alcuna ipotesi di intervento".(ANSA).Nel frattempo stamattina il Ministero degli Esteri ha garantito sugli aspetti operativi della questione, il "massimo riserbo" al fine di favorire "una soluzione positiva della vicenda". Questo atteggiamento va anche nella direzione di "difendere l’incolumità" dei 10 sequestrati italiani, che deve rimanere la "priorità assoluta". Un familiare di un ostaggio sarebbe stato comunque rassicurato sulle condizioni di salute degli ostaggi da un funzionario del Ministero degli Esteri.I DIECI ITALIANI SEQUESTRATIEcco i nomi dei dieci italiani che fanno parte dell’equipaggio del rimorchiatore Buccaneer, sequestrato dai pirati nel Golfo di Aden. L’elenco è stato ricostruito attraverso informazioni raccolte dall’Ansa in varie regioni italiane:Mario Iarlori, comandante, iscritto alla Capitaneria di porto di Ortona (Chieti)Mario Albano, primo ufficiale di coperta, iscritto alla Capitaneria di Porto di Gaeta (Latina)Tommaso Cavuto, secondo ufficiale di macchina, iscritto alla Capitaneria di Porto di Ortona (Chieti)Ignazio Angione, direttore di macchina, iscritto alla Capitaneria di Porto di Molfetta (Bari)Vincenzo Montella, marinaio, iscritto alla Capitaneria di porto di Torre del Greco (Napoli)Giovanni Vollaro, marinaio, iscritto alla Capitaneria di porto di Torre del Greco (Napoli)Bernardo Borrelli, marinaio, iscritto alla Capitaneria di porto di Torre del Greco (Napoli)Pasquale Mulone, marinaio, iscritto alla Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo (Trapani)Filippo Speziali, marinaio, iscritto alla Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno)Filomeno Troino, cuoco, iscritto alla Capitaneria di Porto di Molfetta (Bari).

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