Soldi pubblici per fabbriche private in Calabria. Coinvolti sei imprenditori di Piacenza


PIACENZA, 24 FEB. 2009 – Sei imprenditori piacentini sono rimasti coinvolti in un’indagine compiuta dalla Procura della Repubblica di Cosenza che ha portato a numerosi arresti. I sei sono sospettati di aver attinto a soldi pubblici per costruire un opificio in Calabria ed aver ottenuto in questo modo sei milioni di euro dallo Stato. Una manovra considerata illegale secondo gli accertamenti della Finanza che ha disposto per i sei imprenditori piacentini delle misure restrittive. Due di loro sono ora agli arresti domiciliari, mentre gli altri quattro sono stati sottoposti a obbligo di dimora. Risiedono tutti a Piacenza e in provincia, dove ricoprono diversi incarichi dirigenziali all’interno di una stessa ditta.I fermi rientrano in un’operazione portata avanti in Calabria e in altre Regioni contro i presunti componenti di un’organizzazione criminale accusata di avere attuato una truffa ottenendo indebitamente finanziamenti ai danni dell’Unione europea e dello Stato. I reparti dei comandi provinciali di Cosenza e Catanzaro hanno eseguito, in totale, undici ordinanze di custodia cautelare e dieci obblighi di dimora, di cui tre nei confronti di altrettanti consulenti del Ministero dello sviluppo economico. La truffa contestata alle persone coinvolte nell’operazione ammonta a 75 milioni di euro. Sequestrati, inoltre, beni mobili ed immobili per un valore di oltre 50 milioni di euro.

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