Soddisfazione per la Riforma del sistema Confidi


Dopo il via libera del Senato al disegno di legge delega per la riforma del sistema dei confidi, il Presidente di Confartigianato Emilia Romagna Marco Granelli esprime soddisfazione: “uno strumento indispensabile per offrire un quadro di riferimento normativo certo e al passo con i tempi a strumenti, come i Consorzi fidi, strategici per accompagnare lo sviluppo delle piccole imprese. I Confidi – sostiene Granelli – sono un patrimonio unico dell’Italia, rappresentano un efficace strumento di garanzia mutualistica, ispirato al principio della sussidiarietà pubblico-privato. Sono un’ottima pratica di rete tra imprese che ha saputo assicurare l’accesso al finanziamento bancario per migliaia di imprenditori, orientandoli ad un sostanziale miglioramento del dialogo con il mondo bancario e accompagnandoli nelle loro esigenze di gestione della finanza d’impresa. Per questo è necessario valorizzarne il ruolo, potenziandone il patrimonio e semplificando le norme che li regolano”. A marzo 2015 le imprese manifatturiere indicano un leggerissimo miglioramento nelle condizioni di accesso al credito con la quota di imprese che giudica le condizioni più favorevoli che è passato in un anno dal 6,7% al 16,1%. Una impresa manifatturiera su dieci (10,9%) non ottiene i finanziamenti richiesti o per il rifiuto della banca o perché ha giudicato troppo onerose le condizioni richieste, quota in diminuzione rispetto al 13,4% di un anno prima. “In queste situazioni si inserisce l’attività dei Confidi”, prosegue Granelli, istituti che attraverso la propria garanzia rendono possibile l’accesso al credito a piccole imprese ed artigiani, notoriamente sottocapitalizzati e trattati con sufficienza da molti istituti di credito”. Permangono critiche le condizioni sul mercato del credito all’artigianato che a dicembre 2014 registra prestiti per 47.055 milioni di euro, con un calo del 3,8% nell’ultimo anno. La flessione è diffusa in tutte le regioni ed i cali meno accentuati sono quelli di Campania (-0,6%), Valle d’Aosta (-0,7%) e Sardegna (-1,6%). In 9 regioni su 20 si registra un miglioramento del trend, con una flessione del credito meno accentuata rispetto a quella di settembre 2014. In più della metà delle province (59) si registra un calo tendenziale dei prestiti all’artigianato, con qualche segnale di miglioramento: erano 70 nel trimestre precedente. A fronte di un peso medio del credito all’artigianato sull’ammontare dei prestiti al totale imprese del 5,3%, in 9 province tale peso è superiore al 10%. A dicembre 2014 una impresa italiana paga mediamente un tasso effettivo del 5,91% sui finanziamenti per cassa riferiti ad operazioni in essere e a rischi autoliquidanti e a revoca. Ampie le variazioni a livello territoriale: ai primi sette posti le regioni del Mezzogiorno di Calabria (8,57%, -24 punti base in un anno), Sardegna (7,84%, -15 p.b. in un anno), Sicilia (7,71%, -37 p.b. in un anno), Campania (7,59%, -49 p.b. in un anno) e Puglia (7,55%, -32 p.b. in un anno), i tassi più bassi in Trentino-Alto Adige (4,83%, -48 p.b. in un anno), Lombardia (5,33%, -61 p.b. in un anno) e Piemonte (5,42%, -74 p.b. in un anno). I tassi più alti nelle province del Mezzogiorno di Crotone (9,11%, -121 p.b. in un anno), Olbia-Tempio (9,07%, -17 p.b. in un anno), Reggio Calabria (8,94%, -4 p.b. in un anno), Enna (8,89%, -45 p.b. in un anno) ed Ogliastra (8,80%, -34 p.b. in un anno) mentre i più bassi nella Provincia Autonoma di Bolzano (4,48%, -51 p.b. in un anno), a Cuneo (4,71%, -71 p.b. in un anno) e a Reggio Emilia (4,95%, -71 p.b. in un anno).

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