Snatt, i lavoratori ‘fuori’ non danneggiano quelli ‘dentro’


REGGIO EMILIA, 23 GIU. 2011 – Mettere i lavoratori gli uni contro gli altri. Un tentativo che non è riuscito alla Snatt logistica dell’imprenditore Giovanni Fagioli. Lo scorso aprile nella causa di lavoro che vede schierati 185 facchini di una cooperativa subappaltata alla quale non è stato rinnovato l’assegnamento dei lavori, l’azienda aveva cercato di far entrare 450 fra propri dipendenti e soci delle tre cooperative in appalto. Una raccolta firme era stata organizzata a sostegno delle ragioni della Snatt. Oggi il Tribunale di Reggio Emilia ha però rigettato l’istanza di ‘costituzione per adesione’ di questi lavoratori dalla parte del padrone, che sono stati condannati a rifondere le spese di lite a coloro che avevano promosso l’istanza.Secondo la Cgil si tratta di un "pronunciamento importante che le organizzazioni sindacali giudicano molto positivamente, pur nella consapevolezza dei rischi di un ulteriore allungamento del percorso legale, qualora non si dovesse pervenire all’auspicata conclusione sul Tavolo Istituzionale della vertenza, per la quale continuiamo la nostra iniziativa. A questo punto non è più giustificato alcun tentennamento da parte di Snatt nel presentarsi subito al tavolo di trattativa.Il giudice ha sanzionato il tentativo, di fatto voluto da Snatt, di provocare una sorta di guerra tra poveri", accusa la Cgil, "ovvero i lavoratori dentro, contro coloro che sono stati di fatto espulsi dall’azienda ingiustamente. Il giudice, nel dispositivo della sentenza, ha argomentato la propria decisione sostenendo la non fondatezza della tesi proposta da coloro che si erano costituiti per adesione, in quanto non sussiste un loro interesse di diritto". Leggi anche: BASTA CON LE OFFESE E LE PROVOCAZIONIFACCHINI SCARICATI RIPETUTE VOLTE UN PROBLEMA PER TUTTO IL MONDO DEL LAVORO

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