Sitcar: raggiunta l’intesa, si scende dal tetto


MODENA, 13 NOV. 2009 – Due giorni passati sul tetto dello stabilimento della loro azienda. Una protesta che ha ricordato, un po’ più in piccolo, quella vissuta dagli operai della Innse di Milano. A lottare per il proprio posto di lavoro stavolta sono stati sei operai di Casinalbo di Formigine, in provincia di Modena. La ditta metalmeccanica per la quale lavorano, la Sitcar, di punto in bianco ha deciso di trasferire il settore di montaggio all’estero. Calcoli di convenienza economica ovviamente. Ma una scelta che per i dieci operai del reparto ha voluto dire messa in mobilità da subito. Per questo martedì mattina alle sei sono iniziate le proteste in azienda per far ritirare i licenziamenti e chiedere la cassa integrazione straordinaria o qualche altro palliativo.Ieri sera, dopo tre giorni di trattative, si è raggiunta l’intesa: due anni di cassa integrazione e un anno di mobilità con incentivi all’esodo, vale a dire una serie di benefit per i lavoratori che vogliono seguire il trasferimento del reparto di montaggio all’estero (si è parlato di Romania). Concessioni che sono arrivate alla conclusione del vertice di ieri sera in Prefettura, conclusosi dopo le 20, dopo oltre 5 ore di faccia a faccia tra sindacati e proprietà. Poi la delegazione trattante di Fiom e Rsu ha raggiunto i sei lavoratori, che dal pomeriggio erano scesi dal tetto ma ancora presidiavano l’azienda, per comunicare loro l’intesa raggiunta. Un sospiro di sollievo e il ritorno a casa con qualche certezza in più, ma anche con la consapevolezza che il futuro, in tempo di crisi, non è proprio rosa.

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