Sitcar, operai sul tetto contro i licenziamenti


FORMIGINE (MO), 10 NOV. 2009 – Stamattina alle sei, alcuni operai della Sitcar di Formigine sono saliti sul tetto dello stabilimento di via Copernico per protestare contro i licenziamenti decisi ieri dall’azienda metalmeccanica con sede in provincia di Modena. Minacciano di rimanere ad oltranza sulla copertura del capannone e si sono anche dotati di una tenda per ripararsi dalla pioggia. Sono sei dei ventotto dipendenti che rischiano il posto dopo che il 3 novembre, dicono i sindacati, la proprietà ha comunicato senza preavviso la chiusura del settore montaggio e la messa in mobilità di chi vi lavora. In realtà è dal 28 giugno che la ditta, che produce allestimenti per autobus, ha attivato la cassa integrazione a rotazione, ma ieri é arrivata la notizia il reparto in questione sarà trasferito all’estero, pare in Romania. Le sigle sindacali hanno proposto alternative, come la cassa integrazione straordinaria o contratti di solidarietà, respinte però dall’azienda.Così stamattina, dopo la rottura del tavolo, alcuni operai hanno deciso di mettere in atto una forma estrema di protesta salendo sul tetto e chiedendo la riapertura della trattativa. Si tratta della seconda giornata di mobilitazioni, visto che i lavoratori avevano già manifestato venerdì scorso con uno sciopero di otto ore. La situazione è costantemente monitorata da carabinieri, vigili del fuoco e polizia municipale e sul posto si è recato anche il sindaco di Formigine Franco Richeldi. MEZZETTI (SD) IN VISITA AI LAVORATORII dipendenti della Sit Car di Formigine hanno ricevuto la visita di Massimo Mezzetti (Sd), presidente della commissione regionale Cultura e Lavoro. "Ho ritenuto fondamentale andare di persona – ha rilevato Mezzetti in una nota – a portare non solo la mia solidarietà nei confronti di questa lotta tanto disperata quanto sacrosanta, ma anche e soprattutto per sottolineare la necessità di un impegno concreto delle istituzioni per la salvaguardia dei posti di lavoro". "La difesa dei lavoratori – ha aggiunto – è la ‘conditio sine qua non’ della difesa dell’impresa nel suo insieme. La Regione Emilia-Romagna, con il Patto per attraversare la crisi, sta già operando in questa direzione, promuovendo accordi che salvaguardano posti di lavoro, in attesa della ripresa, e tutelano imprese e lavoratori, anche per le situazioni pregresse. Auspico – conclude – l’immediata ripresa della trattativa al fine di valutare tutte le alternative possibili per scongiurare l’ennesima perdita di posti di lavoro".

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