Sitcar. “Dal tetto non scendiamo”


MODENA, 12 NOV. 2009 – Due giorni passati sul tetto dello stabilimento della loro azienda. Una protesta che ricorda, un po’ più in piccolo, quella vissuta dagli operai della Innse di Milano. A lottare per il proprio posto di lavoro stavolta sono sei operai di Casinalbo di Formigine, in provincia di Modena. La ditta metalmeccanica per la quale lavorano, la Sitcar, vuole mettere in mobilità dieci lavoratori. Una decisione, quella di chiudere il settore montaggio, presa senza preavviso. L’azienda, che produce allestimenti per autobus preferisce trasferire il reparto all’estero, fatti due conti le conviene così. Meno conveniente, la scelta, lo è per i lavoratori, i quali da martedì mattina alle sei protestano per far ritirare i licenziamenti e per chiedere la cassa integrazione straordinaria oppure contratti di solidarietà. Qualunque cosa, insomma, tranne una messa in mobilità da subito. Ma dalla Sitcar, per ora, nessun segno di marcia indietro.Questa mattina si è tenuta nei pressi del capannone industriale, in via Copernico, una manifestazione della Fiom-Cgil a sostegno delle persone messe in mobilità. Il segretario provinciale della Fiom, Giordano Fiorani, ha raggiunto le sei persone sul tetto con una scala e ha poi annunciato che nel pomeriggio alcuni di loro potrebbero scendere per un tentativo di sbloccare le trattative tra sindacati e azienda. Gli stessi lavoratori hanno però fatto sapere di non voler interrompere la loro protesta sul tetto, nel caso non si arrivasse a un accordo per evitare i licenziamenti.

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