Sistema di tracciabilità dei rifiuti: rimandare la partenza


BOLOGNA, 22 SET. 2010 – Manca poco al 1° ottobre, quando dovrebbe entrare in vigore il SISTRI, il Sistema di Tracciabilità dei Rifiuti voluto dal Ministero dell’Ambiente. Ad oggi, però, nemmeno il 50 per cento delle imprese interessate ha ricevuto i dispositivi USB necessari alla fase di avvio e al successivo funzionamento del sistema. La denuncia arriva da CNA-FITA, l’Associazione che riunisce oltre 8.000 autotrasportatori in Emilia-Romagna e che già nei mesi scorsi aveva evidenziato l’eccessiva onerosità e l’aggravio di costi a carico delle imprese di trasporto. Adesso ritorna sull’argomento comunicando che risultano iscritte al SISTRI solo 259 mila imprese in tutta Italia, ossia meno della metà dei soggetti obbligati. Tre in particolare le criticità che evidenzia CNA-FITA: lo stato di avanzamento della distribuzione delle apparecchiature informatiche; le performances tecniche del sistema e la fase di test; la mancanza di formazione per gli operatori.“A fronte di questa allarmante situazione – precisa Cinzia Franchini, presidente di CNA-FITA Emilia-Romagna – non possiamo che esprimere il nostro più vivo disappunto. Dire ‘noi l’avevamo detto’ è una consolazione assai magra per gli autotrasportatori. Ora due sono le cose da fare: la prima puntare ad una proroga dei tempi di entrata in vigore del SISTRI, rimandando ad altre sedi la valutazione, che  andrà doverosamente fatta, su dove risiedono le responsabilità dei disagi e delle incertezze per le aziende. L’altra richiesta che avanziamo al Ministero dell’Ambiente, è di assicurare la possibilità di mantenere per un congruo periodo di tempo la possibilità di avvalersi in alternativa o del nuovo sistema informatizzato o del vecchio sistema cartaceo, evitando di dover gestire una frazione di anno con un sistema e l’altra parte di anno con il SISTRI”.

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