Sisma, salito a 17 il bilancio delle vittime


30 MAG. 2012 – Un’economia regionale che rischia di essere messa in ginocchio. Con numeri di segno negativo che si ripercuotono anche nel Pil nazionale. A dirlo è il Centro studi di Confindustria, che parla di "prolungate conseguenze sulle produzioni". I terremoti che recentemente hanno colpito l’Emilia-Romagna, secondo l’indagine del Cdc, "coinvolgono alcuni tra i più importanti distretti industriali italiani e un’area ad alta vocazione manifatturiera".La stima, a livello nazionale, del calo di produzione avvenuto in maggio è del -0,6%. Proiettata sull’anno la contrazione diventa del 3,2%. L’Emilia Romagna è la quarta delle 20 regioni italiane in termini di Pil e contribuisce al reddito nazionale con oltre 135 miliardi di euro (dati Eurostat 2009 in termini reali). Qui hanno sede alcuni dei gruppi industriali più conosciuti al mondo come Ferrari, Ducati, Sorin ma anche importanti realtà dell’agroalimentare. Da considerare c’è anche che i danni dei terremoti di ieri e di dieci giorni fa arrivano in un momento di sensibile contrazione dell’economia italiana, appesantita dalla crisi del debito della zona euro e dalle massicce misure di austerity varate per riguadagnare la fiducia dei mercati.Intanto si è riunito il Consiglio dei ministri per decidere come far fronte alla nuova emergenza. Per reperire le risorse l’esecutivo ha deliberato un aumento della accisa sulla benzina. A copertura degli interventi previsti è stato deciso l’aumento di 2 centesimi delle tasse che si pagano attraverso l’acquisto di carburanti per l’autotrasporto. Altre risorse arriveranno da fondi resi disponibili dalla spending review. Aiuti arriveranno anche dalla Ue. Lo ha fatto sapere il presidente della Commissione José Manuel Barroso. "L’Unione Europea è solidale ed é pronta a aiutare concretamente l’Italia a far fronte alle conseguenze di questa e precedenti catastrofi naturali".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet