Sisma in Emilia,il giorno dopo


21 MAG. 2012 – L’Emilia si è risvegliata in pieno inverno. La temperatura è vicina ai 10 gradi centigradi, piove ininterrottamente dalle 5 di questa mattina e soffia un forte vento su tutta l’area colpita dal terremoto. Nel pomeriggio tregua, ma domani nuovi acquazzoni accompagnati da schiarite. Nei paesi epicentro del sisma, Finale Emilia e San Felice sul Panaro, tra gli altri, le condizioni meteo non stanno tuttavia creando particolari problemi alle operazioni di soccorso e di messa in sicurezza delle strutture colpite. Durante la scorsa notte, in particolare, in Vigili del fuoco di Finale hanno concentrato l’attività sulla normalizzazione delle cabine elettriche, delle condotte di gas e, in collaborazione con le forze dell’ordine, hanno provveduto a limitare l’accesso in altre aree in cui sopralluoghi più dettagliati hanno riscontrato criticità. A Finale, forse anche a causa dell’intensità della pioggia e delle altre scosse che si sono susseguite durante la notte, è crollato parte del tetto della scuola elementare situata proprio accanto al comando dei Vigili del fuoco e della Protezione civile. Nelle aree di accoglienza le persone hanno continuato a sentire la terra tremare. 100 le scosse registrate in 24 ore, e all’1.04 il sisma è stato di 3.7 della scala Richter. Replica alle 7.24 della mattina, magnitudo 2.5. Le scosse sembrano, per ora, perdere intensità.Ed è salito a 4.000 il conto degli sfollati per il terremoto che all’alba di ieri ha colpito l’Emilia. I dati sono stati aggiornati dalla Protezione civile regionale che entro oggi conta di allestire altri 1.500 moduli assistenziali nella bassa modenese. Protezione civile, carabinieri, polizia, vigili del fuoco stanno lavorando incessantemente dall’alba di ieri per aiutare le persone colpite dal sisma e controllare la situazione. Per quanto riguarda gli sfollati, "ai 4mila del Modenese – ha spiegato Demetrio Egidi, capo della Protezione civile in Emilia Romagna – se ne aggiungono altri 350-400 della provincia di Ferrara, nei Comuni di Bondeno, San’Agostino e Mirabello. Questi sono già assistiti". DA VORAGINI STRADE EMERGE ACQUA MISTA A SABBIASpaccature irregolari lungo la sede stradale, voragini, rigonfiamenti dell’asfalto e acqua mista a sabbia venuta su trasformandosi in una sorta di colata di fango alta, in alcuni punti, anche venti centimetri. E’ via Risorgimento, la strada principale di San Carlo, una frazione del comune di Sant’Agostino. Oltre 500 metri di questa direttrice sono stati chiusi alla circolazione perché impraticabile. Lo strano fenomeno che si è scatenato in conseguenza del sisma che ha colpito l’Emilia nella notte tra sabato e domenica scorsa, e che ancora continua con leggere scosse di assestamento, è a detta dei funzionari dei vigili del fuoco presenti nell’area, al vaglio degli esperti.ERRANI: "PAESE SOSTENGA PESO SIMILI TRAGEDIE" "E’ del tutto evidente che questo terremoto, come gli altri che verranno, non può gravare sulle spalle dei territori che vivono vicende così drammatiche". Lo afferma ai microfoni di Radio Anch’io il presidente della Regione Emilia-Romagna, e della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, commentando il decreto di riforma della Protezione Civile in base al quale lo Stato non pagherà più i danni ai cittadini. "E’ evidente – ha aggiunto al riguardo Errani – che in questi casi deve scattare la solidarietà di tutto il Paese". E sulla questione delle fabbriche crollate, Errani ha detto "Bisognerà capire cosa è accaduto sulla base delle verifiche. Dovremo fare delle valutazioni ma sulla base di dati reali. Ci saranno delle verifiche e solo così si capirà cosa è successo veramente".Il MINISTRO ORNAGHI: "INGENTI DANNI AI BENI CULTURALI"I danni subiti dai beni architettonici e culturali in seguito al sisma che ha colpito l’Emilia Romagna sono "davvero ingenti": è quanto afferma il ministro dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, a margine di una visita al Castello Sforzesco di Milano. "Quantificare in termini di euro – ha detto Ornaghi – è ancora prematuro ma in ogni caso siamo nell’ordine di diverse decine di milioni". Ad essere stato danneggiato, spiega il ministro, è "uno dei patrimoni culturali più importanti a livello nazionale". "Già ieri alle 6.30 – ha spiegato il ministro – è stata attivata l’unità di crisi con cui teniamo rapporti costanti con la protezione civile e il ministero ha già messo al lavoro dieci tecnici. Oggi alle 15 ci sarà una riunione nella quale sarà stilata la lista completa dei beni artistici lesi che sono numerosi". Il ministro ha spiegato che al momento non potrà andare sul posto di persona per altri impegni istituzionali ma che sarà presente fisicamente un sottosegretario. Quanto alla ricostruzione, ha detto ancora Ornaghi, bisognerà tener conto del "problema sempre drammatico delle risorse. Bisognerà tener conto dei vincoli delle risorse disponibili e delle risorse disponibili in questo momento. Per la ricostruzione non c’é un modello astratto – ha quindi risposto a chi gli chiedeva se si seguirà il modello de L’Aquila -, si deciderà in base alle priorità".

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