Sisma, imprese al “tavolo permanente di crisi”


MODENA, 3 APR. 2013 – Le Associazioni firmatarie non esitano a definirla una “crisi epocale”: economica, con i dati allarmanti sulle imprese che spariscono; ma anche politica, con la persistente incertezza su chi governerà il Paese, e come. Il “tavolo permanente di crisi” voluto da Cna, Lapam, Confcommercio e Confagricoltura si rivolge principalmente allo Stato, e a chiunque lo amministrerà, soprattutto per risolvere con urgenza i problemi atavici delle zone terremotate, dove la burocrazia è un labirinto indistricabile e anche una zavorra. Semplificare è la priorità assoluta: concetto che resterà valido anche dopo la chiusura dell’emergenza sisma. Per le zone terremotate la speranza è che l’anniversario del sisma coincida, finalmente, con un’ordinanza pienamente attiva e davvero in grado di guidare le imprese verso la ricostruzione. L’ultima ordinanza facilita leggermente le procedure legate al Durc – il documento unico di regolarità contributiva – e alla certificazione antimafia, incluse le cosiddette White List. Ma i tempi per ottenere i documenti che servono per ottenere i fondi dallo Stato, e cominciare a ricostruire, restano assurdamente lunghi. Nel frattempo, per la verità, anche la politica nazionale si è mossa, approvando nella serata di ieri le risoluzioni che permetteranno di saldare i debiti dello Stato con le imprese; “ora – spiega il senatore modenese Stefano Vaccari – serve subito un decreto legge per accelerare l’ingresso in circolo di nuova liquidità, senza prevedere aumenti delle addizionali regionali, ad esempio l’Irpef, e ripristinando un rapporto corretto tra aziende e Pubblica Amministrazione”.

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