Sisma e occupazione, 2mila posti persi


200 imprese chiuse, 2000 posti di lavoro persi. A tre anni dal terremoto l’economia dell’area nord conta ancora i danni provocati da quel terribile evento che ha accentuato i problemi di settori già indeboliti dalla crisi. Un processo accelerato dal sisma, che ancora oggi costringe in ginocchio più di un comparto. Chi sperava che fosse la ricostruzione a trasformarsi in un catalizzatore economico è stato fin qui smentito dai fatti, con soli 250 milioni di euro di rimborsi a oggi erogati a fronte di danni alle aziende per 2 miliardi. Le piccole imprese che non hanno potuto contare su risorse proprie o coperture assicurative sono ancora oggi alle prese con una crisi senza sbocchi immediati. A salvarsi sono i settori, biomedicale e metalmeccanico in testa, che hanno scommesso maggiormente sull’export, che fa registrare un segno positivo del 3 per cento. Preoccupanti anche i dati sulla ricostruzione delle abitazioni private. 2800 famiglie sono rientrate a casa dopo aver ottenuto i rimborsi e sistemato le proprie case, 3000 pratiche sono in lavorazione, ma i numeri sono ancora insufficienti rispetto alle 14mila richieste presentate nell’area del cratere. Con il timore crescente provocato dalle ultime delibere che dimezzano i contributi per l’autonoma sistemazione e impongono entro la fine dell’anno l’abbandono dei moduli abitativi provvisori.

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