Sisma, a Modena fronte comune contro il Governo


TrcMODENA, 30 NOV. 2012 – Tre giorni per sbloccare la situazione. Tre giorni per rendere un po’ più di giustizia a chi ha già pagato un prezzo altissimo al terremoto. Dopo la bocciatura governativa delle norme che estendevano i finanziamenti alle aziende del cratere che avevano subito danni al reddito d’impresa e consentivano ai lavoratori di rimborsare i contributi avuti attraverso la cessione del quinto dello stipendio, l’Emilia Romagna passa al contrattacco. Il commissario Errani, il presidente di Confindustria Marchesini e il segretario generale della Cgil, Camusso, dal palco dell’Auditorium Biagi di Modena, dove oggi si è svolto il convegno organizzato dal sindacato “Progettare il futuro dopo il terremoto”, hanno ribadito che queste misure non sono un regalo ma un investimento strategico per futuro del Paese, il modo di favorire la ripresa economica in un’area che garantisce allo Stato un gettito fiscale di 7 miliardi ogni anno. Al loro fianco, in questo difficile braccio di ferro, i sindaci dei comuni colpiti e i senatori emiliani che sottolineano come la scelta del Governo sia incomprensibile anche perché la Commissione bilancio aveva già trovato la copertura finanziaria. Almeno per i 75 milioni necessari a consentire ai lavoratori di non dover restituire i contributi non versati gli scorsi mesi, in rata unica entro il prossimo 19 dicembre, che per molti significherà vedersi azzerare la busta paga di gennaio. La linea diretta tra Errani e Monti è rovente, con il Governatore che respinge anche il rischio sanzioni dell’Unione Europea.

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