Sindaci contro la manovra: “Non fate seccare i comuni”


©Trc-Telemodena MODENA, 11 GIU. 2010 – Stamattina oltre cento sindaci dell’Emilia Romagna hanno protestato per le vie di Modena con le fasce tricolori addosso contro la manovra finanziaria del Governo. Al prefetto Basile sono stati consegnati due alberi come monito a non far seccare i Comuni “linfa vitale – hanno detto – per il Paese e la democrazia”. Alla protesta hanno partecipato anche amministratori del centrodestra. Tra questi il sindaco di Sassuolo Luca Caselli che ha abbandonato l’assemblea straordinaria dell’Anci, svoltasi al San Carlo, criticando gli interventi di alcuni suoi colleghi: “comizi politici – ha detto – con la fascia tricolore”.Ma i presenti all’incontro, nel quale è stato eletto alla presidenza regionale dell’Anci, il primo cittadino di Imola, Daniele Manca, hanno ribadito ancora una volta le proprie preoccupazioni per tagli che mettono a rischio importanti servizi per i cittadini. Nei loro interventi, il sindaco di Modena Pighi e di Reggio Emilia Delrio hanno evidenziato gli effetti della manovra sull’economia reale, sui cittadini e le famiglie, in particolare quelle più esposte alla crisi, sui servizi e sulle possibilità di promuovere politiche di sviluppo e di miglioramento della qualità della spesa pubblica."Non è possibile – ha detto Giorgio Pighi a Trc – che la manovra sia per quindici miliardi a carico dei comuni e solo per dieci a carico dello Stato. Già in questo c’è un’anomalia che va corretta. E’ una manovra che taglia sul benessere dei cittadini, e questo non è accettabile". Pighi è passato poi a spiegare il significato degli alberi consegnati al prefetto: "questo è un paese che ha sempre avuto i municipi al centro della vita sociale, se si rinsecchiscono i municipi succede che l’intero paese non può più reggere il peso complessivo di una società dinamica".Il sindaco di Reggio Emilia Delrio ha sottolineato le conseguenze dei tagli sulle amministrazioni locali. "Per la prima volta – ha detto – dovremo mettere mano ai servizi sociali, ai servizi educativi, servizi agli anziani, al trasporto pubblico locale. E’ una manovra che umilia i comuni, i servizi da questi erogati e mette le mani in tasca ai cittadini andando a danneggiare le cose a cui loro tengono di più."Il presidente della Regione, Vasco Errani, nel suo impegno ha ribadito la disponibilità degli enti locali a partecipare al risanamento del debito pubblico: “Ognuno deve fare la sua parte, ma se le Regioni pesano per il 20%, allora debbono partecipare alla manovra per il 20%. Questa è la cosa equa che bisogna fare, perché se no si va a scaricare i tagli sui cittadini e le imprese."

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