Sindacati in allarme, cassa integrazione record in ER


BOLOGNA, 19 GIU. 2013 – "C’é un problema di tenuta sociale che necessita di una risposta immediata: non possiamo più aspettare, va garantita la copertura finanziaria degli ammortizzatori in deroga". E’ questa una delle rivendicazioni prioritarie della manifestazione unitaria di sabato a Roma, alla quale Cgil Cisl Uil regionali parteciperanno con migliaia di lavoratori e pensionati dall’Emilia-Romagna. Intanto i dati dell’Osservatorio Regionale sulla cassa integrazione in Emilia Romagna, scaturiti dall’elaborazione della comunicazione dell’Inps, consegnano uno scenario preoccupante di crisi strutturale del sistema produttivo regionale e di emergenza sociale. "Nei primi cinque mesi di quest’anno – rilevano con una nota congiunta le segreterie regionali Cgil-Cisl-Uil – il ricorso alla cassa integrazione nella regione (ordinaria-straordinaria) é pari a 33 milioni di ore, senza contare che nei dati forniti dall’Inps non sono ancora conteggiati 8.000 accordi di cassa integrazione in deroga (circa 14 milioni di ore), di cui solo 5.000 sono stati sbloccati con l’ultima delibera della Regione Emilia Romagna e verranno conteggiati con le mensilità di giugno e luglio: anche la mobilità in deroga è bloccata a gennaio 2013. Il ritardo sul riconoscimento degli ammortizzatori in deroga è causato dalla mancata copertura finanziaria da parte del governo precedente e dell’attuale governo: infatti con gli ultimi decreti del governo Monti alla regione Emilia-Romagna sono stati riconosciuti 37 milioni di euro, appena sufficienti per coprire, non per tutti, il periodo gennaio-aprile 2013, mentre non è ancora operativo il DL 54/2013 che dovrebbe garantire per l’intero paese una copertura di 500 milioni di Euro (per la nostra regione 30/35 milioni)". Il condizionale – aggiungono i sindacati – "é d’obbligo in quanto del tanto reclamizzato miliardo messo a disposizione in realtà si sta scoprendo che, per ragioni contabili e per dispositivi ereditati dal governo precedente, le risorse sono la metà. A questo dobbiamo aggiungere che il DL 74 del giugno 2012, con il quale si dichiarava la messa a disposizione di risorse per l’Emilia-Romagna pari a 70 milioni per ammortizzatori legati agli effetti prodotti dal sisma, non è ancora stato finanziato. Il rischio di un’esplosione della tensione sociale è evidente, ma questo parlamento ed il governo non rispondono all’emergenza e sono ancora bloccati sulla vicenda Imu, come se ricercare le risorse necessarie per garantire la copertura economica degli ammortizzatori fosse solo un problema del sindacato, dei lavoratori e delle istituzioni regionali: nella nostra regione migliaia di lavoratori e lavoratrici da cinque mesi non portano a casa un euro e, se va bene, devono aspettare ancora due mesi, senza avere la certezza di cosa accadrà nel prossimo futuro". "E’ evidente – sottolineano ancora i sindacati – che di fronte ad una crisi che perdura da cinque anni il sistema delle tutele sociali va rivisto, compreso le modifiche introdotte dalla legge 92 sugli ammortizzatori, definendo strutturalmente un sistema che garantisca il reddito quando viene sospesa l’attività lavorativa e/o si perde il lavoro".

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