Sindacati: “Fico valorizzi tutte le eccellenze”


L’idea di realizzare a Bologna una mega struttura sulle eccellenze agroalimentari italiane con Eataly è “indubbiamente molto interessante”, e il sindacato confederale bolognese, che “da sempre ha una straordinaria intelligenza nel trovare le soluzioni più avanzate in termini di flessibilità” si aspetta di essere “chiamato per discutere” delle forme di lavoro che saranno impiegate se il progetto prenderà il via. Ma Fico – Fabbrica Italiana Contadina dovrà “valorizzare tutte le eccellenze del nostro territorio”, e soprattutto non dovrà essere un progetto studiato ma poi mai realizzato. E’, in estrema sintesi, il pensiero di Cgil, Cisl e Uil bolognesi sul progetto che dovrebbe trovar casa al Caab.

Con accenti diversi, ma una sostanziale omogeneità, Danilo Gruppi (Cgil), Alessandro Alberani (Cisl) e Luciano Roncarelli (della segreteria Uil) hanno risposto alla domanda su come il sindacato parteciperà al progetto. E’ stato Gruppi a rivendicare la capacità del sindacato bolognese, fin dagli anni ’70, di trovare soluzioni flessibili per incontrare le esigenze dell’impresa. Convenendo che ora a maggior ragione, vista la crisi, si vedono con favore progetti che implicano posti di lavoro, e che quindi, quando ci sarà un interlocutore, troverà il sindacato pronto a parlare: “noi siamo pronti da ieri”. Ma ha aggiunto che il progetto andrà inserito in un quadro di valorizzazione delle eccellenza della città, compreso il servizio ferroviario metropolitano. Mentre ad una ipotesi di partecipazione alla gestione ha risposto con un sorriso, che “è meglio che ognuno faccia il suo mestiere”.

Alberani, dal canto suo, pur riconoscendo che si tratta di un progetto “molto interessante e realizzabile”, ha invitato a “non creare aspettative a cui poi non si può dare seguito. Su Fico non deve succedere quel che è successo al People Mover, andate a vedere quanto è costato in progettazione e poi alla fine forse non lo faremo”. E sui progetti che non si è riuscito a realizzare a Bologna (sono stati citati appunto il People Mover, ma anche il Metro, il Civis o la nuova stazione) è intervenuto anche Roncarelli: “Troppo spesso siamo partiti con progetti che non si sono fatti. Sono stati buttati via soldi pubblici. Errori che non si possono più accettare e che hanno determinato l’inizio del declino del sistema bolognese”. La responsabilità? per Roncarelli e Alberani, “delle diverse istituzioni che nel tempo li hanno gestiti”.

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