Siamo tutti un po’ irregolari (o no?)


MODENA, 13 FEB. 2009 – Domenica mattina. vicino alla rotatoria di via Fabio Filzi. E già qui, potremmo dire, cominciano i guai. Nel senso che Fabio Filzi, eroe dell’irredentismo italiano, visto dal punto di vista austriaco era un disertore e in quanto tale venne impiccato (insieme a Cesare Battisti, non quello che il Brasile non vuole estradare, naturalmente). La Storia italiana è sempre stata piuttosto complicata, come si vede. Comunque oggi a Modena Fabio Filzi è una strada con tanto di rotonda in mezzo. Vicino a questa rotonda si riuniscono, come in ogni città italiana, alcuni degli stranieri che lavorano qui per traffici più o meno leciti. Niente droga o contrabbando di sigarette (a quelli ci pensa la ndrangheta) ma al più qualche ladro di biciclette (e qui la citazione del film di De Sica, premio Oscar 1950) è d’obbligo: sceneggiato dall’emiliano Cesare Zavatini racconta la vita amara di un attacchino comunale al quale al primo giorno di lavoro rubano la bici e per continuare a lavorare non ha altra possibilità di rubarne una a sua volta. Tanto per dire che mezzo secolo fa i poveri in Italia erano soprattutto italiani e le bici ce le rubavamo tra di noi.Torniamo in via Fabio Filzi, mentre la polizia municipale fa il suo giro di controllo e trova un ragazzo moldavo che di bici ne ha addirittura due. Lo fermano e gli chiedono i documenti e da dove vengono le bici. Il giovane cerca di svignarsela, dà un nome falso, non riesce a spiegare da dove vengono le bici (tanto la polizia già lo aveva capito). Un po’ come Antonio, l’attacchino di Ladri di biciclette. Niente finale lacrimoso per il moldavo (sprovvisto di figlioletto che lo salvi dal carcere) e quindi denuncia per ricettazione e false generalità. Giusto. La legge è uguale per tutti, pure per i moldavi.A quel punto interviene anche la polizia di Stato e gli agenti vanno a casa del giovane che aveva affittato una camera per 130 euro al mese più le spese (economia reale, se stavamo ai prezzi italiani dove la trovava una stanza a meno di 400 euro?) da una donna ucraina di 48 anni. Il tutto abusivamente. La mano implacabile della giustizia scatta anche per la donna, affittacamere abusiva (anche questa una figura classica dei film neorealisti o giù di lì): denuncia e multa di 1200 euro. I controlli proseguono e si scopre che il giovane moldavo ha anche un fuoristrada Honda con una targa illeggibile. Ahi, ahi. Altra sanzione per targa irregolare: sequestro del mezzo. Il moldavo fa intervenire a questo punto un autotrasportatore di sua conoscenza per spostare il veicolo. Finalmente arriva un italiano. Vabbè la globalizzazione, ma c’è pur sempre un limite.Solo che il nuovo arrivato è… una vecchia conoscenza della polizia, un artigiano 39enne con un po’ di precedenti. A quel punto gli agenti cosa fanno? Ma, naturalmente gli chiedono la patente: documenti! La patente però è scaduta e i vigili sono costretti a sequestrare pure quella.Che mattinata! Alla fine tutti a piedi, con meno soldi di prima, con i poliziotti pieni di rapporti da scrivere e giudici e pretori pieni di fascicoli da smaltire. Dateci retta la prossima volta. Questo è un paese cattolico, qui la domenica si riposa, si dorme, non si va in giro a fare tutto questo casino.

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