Si tratta alla Snatt, sospeso sciopero della fame


REGGIO EMILIA, 23 APR 2011 – E’ mezzanotte passata quando l’assessore regionale alle attività produttive, Gian Carlo Muzzarellii, annuncia al presidio dei lavoratori Gfe, davanti alla Snatt di Campegine, che un’intesa si è raggiunta fra rappresentanti degli enti locali, sindacati e titolare dell’azienda. Da mesi 185 lavoratori, per la maggior parte immigrati, sono in lotta per riottenere un posto di lavoro dopo che alla loro cooperativa era stato tolto l’appalto del facchinaggio in questa azienda che smista merce per conto di grandi gruppi della moda. L’intesa è di aprire un tavolo di trattativa, con un incontro già fissato per il 5 maggio prossimo. Lo scenario che ha preceduto questo esito è stato complicato. L’incontro in Provincia era iniziato sotto la pressione di una giornata convulsa, con dieci lavoratori in sciopero della fame e della sete davanti all’azienda, tre di loro finiti in ospedale per malori. Il titolare della Snatt Giovanni Fagioli, esternava il suo scetticismo. Ore e ore di discussione, con alti e bassi e il rischio di veder saltare il tavolo di confronto. Alla fine la mediazione, la disponibilità dell’azienda, anche se rinviata al giorno dopo l’udienza in tribunale sulla causa intentata dalla Cgil. A notte inoltrata momenti di sollievo al presidio nella zona industriale di Campegine. L’assessore spiega i termini dell’intesa. Una combattiva lavoratrice, divenuta l’anima della protesta, traduce ai tanti che non hanno dimestichezza con l’italiano. Ci si abbraccia e si fa festa. Si smontano i giacigli. I protagonisti dello sciopero della fame e della sete tornano a casa e molti di loro mostrano i segni di quanto siano provati da questa forma estrema di lotta. ‘E’ una battaglia di dignità’, commenta dopo l’esito della giornata di ieri il segretario della Cgil, Mirto Bassoli, che ricorda come i 185 di GFE ‘vogliono riconquistare un lavoro, ma non accettano di tornare alla situazione dalla quale sono partiti, con retribuzioni e condizioni di lavoro a livelli insostenibili’. Lo sciopero della fame e della sete è stato sospeso, ma da martedì – dice Bassoli – riprenderanno iniziative di mobilitazione e di presidio nelle forme che il sindacato ha praticato fin dall’inizio della vertenza.

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