Shopping il primo maggio, i sindacatimettono in guardia i sindaci reggiani


REGGIO EMILIA, 29 APR. 2010 – Aprire le serrande o tenerle chiuse sabato prossimo, primo maggio. Decidono i titolari dei negozi o decidono i comuni? Una cosa è certa: i sindacati sono per fermarsi, in rispetto dei valori che la festività rappresenta. In una nota congiunta Cgil, Cisl e Uil di Reggio Emilia hanno espresso alle amministrazioni locali della provincia la loro "preoccupazione per il moltiplicarsi di casi di delibere comunali che derogano all’obbligo di chiusura degli esercizi commerciali durante le festività civili del 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno"."Riteniamo tali scelte – continua il comunicato, firmato da Matteo Alberini, Margherita Salvioli, Luigi Angeletti – profondamente sbagliate in quanto non sono giustificate da nessun reale effetto sulla economia dei territori, non rispondono ad esigenze generali dei cittadini, colpiscono i diritti di una fascia di lavoratori (in gran parte donne) che già operano quotidianamente con orari di lavoro difficilmente conciliabili con le esigenze della propria famiglia. Ma soprattutto siamo contrari ad accettare tacitamente la trasformazione delle più importanti ricorrenze della nostra cultura e della storia civile del Paese in una mera occasione consumistica, spingendo le persone ad aggregarsi soltanto attorno ai centri commerciali, grandi o piccoli che siano." A preoccupare i sindacati è la difficoltà che esiste a dialogare con gli enti locali su questa materia. "Con alcune amministrazioni non si riesce a sviluppare un confronto preventivo e cogente con le organizzazioni sindacali di categoria, così come previsto dalla legge regionale in materia".L’invito di Cgil Cisl e Uil, rivolto ai comuni, è dunque di "non concedere aperture nelle prossime ricorrenze del 1° maggio e 2 giugno" e di "vigilare sul rispetto della normativa, in particolare da parte delle strutture legate alle catene nazionali di distribuzione."

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