‘Settembre agognato’. Migliaia di badanti in attesa della sanatoria


BOLOGNA, 13 AGO – Saranno migliaia le badanti extracomunitarie che a settembre faranno richiesta per rientrare nella sanatoria. Secondo i dati diffusi nei giorni scorsi dalla Cisl, a Bologna e provincia sono 8.000 le colf e badanti che hanno un rapporto di lavoro in corso non ancora regolarizzato. Sempre secondo la Cisl, per molte di queste (circa un 80%, la maggior parte proveniente da Repubblica Moldova e Ucraina), i datori di lavoro avevano già presentato domanda di regolarizzazione secondo i criteri previsti dal decreto flussi del 30 ottobre 2007, domande tuttora inevase a causa della limitazione numerica degli aventi diritto". Stavolta, il rischio di rimanere esclusi sembra scongiurato, trattandosi di una sanatoria e non di un decreto flussi. Tutte le richieste valide pervenute tra il primo e il 30 settembre dovrebbero essere accolte, senza limiti numerici.Ancora più badanti potrebbero essere regolarizzate a Reggio Emilia. Il responsabile del servizio immigrati della Cisl di Reggio Emilia, Luca Cattani, ha parlato di un afflusso eccezionale ai servizi del sindacato nel mese di agosto, proprio perché le famiglie volevano avere consulenze sul modo per regolarizzare le badanti. "Visti i numeri ragguardevoli registrati nel Decreto Flussi 2007-2008 – ha detto Cattani – pensiamo di trovarci di fronte a una massa di almeno dieci-quindicimila domande in tutta la provincia di Reggio Emilia proprio come nel 2007".I PROBLEMI La Cisl di Bologna in una nota giudica positivamente la sanatoria prevista dal Governo poiché offre la possibilità alle famiglie italiane e ai lavoratori di legalizzare la propria posizione contrastando il lavoro sommerso. Allo stesso tempo, però, pone l’accento su alcuni nodi critici. Nel decreto infatti – osserva la Cisl – non sono contemplate possibili procedure che consentano al lavoratore di presentare autonomamente la domanda di regolarizzazione a fronte di un diniego del datore di lavoro. "Su questo aspetto – ha dichiarato Alessandro Alberani, segretario bolognese della Cisl – bisogna intervenire prevedendo un sistema di ammonizione, denuncia del datore di lavoro che sfrutta l’immigrazione clandestina ed alimenta il lavoro nero".In base al testo attuale, poi, l’extracomunitario messo in regola non può estendere la regolarizzazione anche al coniuge ed ai figli mediante procedura di ricongiungimento familiare. Per far fronte a questo problema, "occorre velocizzare – secondo il segretario della Cisl bolognese – la procedura se il familiare è già in Italia e ancora clandestino, evitando, così, rallentamenti del sistema giudiziario ed amministrativo e ripercussioni di carattere sociale". Il procedimento, inoltre, non prevede la regolarizzazione, da parte di più datori di lavoro, del singolo lavoratore che presta servizio ad ore in più luoghi o famiglie. "Occorre adottare specifiche misure per evitare – prosegue Alberani – che si penalizzino sia i lavoratori che non dispongono di un lavoro full-time, ma che svolgono attività part-time o ad ore in più sedi, sia i datori di lavoro che non necessitano di un sostegno a tempo pieno del dipendente, ma che esprimono necessità diverse".

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