Seta, i continon tornano


© Telereggio10 SET. 2012 – C’è qualcosa che non torna nella crisi di Seta, resa manifesta dalle improvvise dimissioni dell’amministratore delegato Claudio Ferrari. Nei giorni scorsi l’assessore alla Mobilità del Comune di Modena ha rivelato che il disavanzo 2012 di Seta è di 5 milioni di euro. L’entità del buco è stata poi confermata ai microfoni di Tg Reggio dall’assessore regionale ai Trasporti Alfredo Peri. Le cifre fornite da Sitta e Peri contrastano con le rassicurazioni del presidente di Seta Pietro Odorici, che appena un mese fa, in un’intervista rilasciata alla nostra emittente, aveva detto che le perdite del gruppo a fine anno sarebbero state di 3 milioni: “Siamo in linea con le previsioni del piano industriale – aveva dichiarato Odorici -. Le prospettive sono buone, non farei tutto questo allarmismo”.Niente allarmismo, allora. Ma a distanza di un mese dalle rassicurazioni del presidente di Seta si scopre che il disavanzo preventivato è lievitato di 2 milioni di euro. Non è questa l’unica anomalia della vicenda. Nel piano industriale di fusione erano indicati nero su bianco i contributi regionali e degli enti locali per i servizi minimi che le Agenzie della mobilità delle tre province avrebbero dovuto versare all’azienda nel triennio 2012-2014. Per il 2012 Reggio avrebbe dovuto versare 18,5 milioni, Piacenza 16,4 e Modena 25. Stiamo parlando di impegni assunti dagli enti locali nel maggio dell’anno scorso. Siamo nel settembre 2012 e gli impegni non sono ancora stati rispettati. Anzi, mentre Reggio accetta un taglio dell’8% dei chilometraggi, Modena non vuole accettare una riduzione del 4% sulle linee meno utilizzate e un allineamento del prezzo dei biglietti.Nel frattempo, però, gli autobus di Seta ovviamente hanno continuato a girare. Solo nei primi 8 mesi dell’anno hanno macinato 18 milioni di chilometri, producendo servizi per un controvalore di 40 milioni di euro. Non c’è da meravigliarsi che i soci privati francesi abbiano minacciato di portare tutti in tribunale

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