Servizio Pubblico lascia o raddoppia?



© Telereggio7 GIU. 2012 – La politica e il governo del paese, la crisi economica, la corruzione, la mafia, i problemi del mondo del lavoro. Sono solo alcune delle grandi questioni sulle quali, dal 3 novembre ad oggi, Michele Santoro ha puntato i riflettori di ‘Servizio Pubblico’. Ventotto puntate di un settimanale nato come ‘atto di rivolta’ – così lo aveva definito lo stesso conduttore – nei confronti di un sistema televisivo, di una tv generalista in cui a livello nazionale impera il duopolio Rai-Mediaset. Un modo nuovo di fare tv che ha riunito una trentina delle più importanti emittenti locali italiane, e tra queste Telereggio, intorno a una nuova idea di servizio pubblico, appunto.Un esperimento riuscito? I numeri, quelli di Santoro su Telereggio, ci dicono di sì. Grazie anche al programma del giovedì sera, la nostra emittente ha toccato veri e propri record storici di ascolto: in più di un’occasione sono stati superati i 200mila telespettatori a puntata. Numeri che hanno portato  Telereggio ad essere per settimane la tv più seguita in Emilia-Romagna nell’arco dell’intera giornata.Nell’ultima puntata, a Servizio Pubblico si parla proprio di televisione. Tra gli ospiti in studio il direttore di Rcs libri Paolo Mieli, il conduttore Paolo Bonolis, il direttore del Fatto Quotidiano Antonio Padellaro, il critico Vittorio Sgarbi e il direttore di Rai 4 Carlo Freccero. ‘Lascia o raddoppia?’ il titolo scelto per l’appuntamento finale della stagione. ‘Se la nostra trasmissione ha avuto luogo – spiega Santoro – è grazie a chi ha creduto in questo progetto e lo ha finanziato: senza di loro non si può raddoppiare, non ci può essere un secondo anno di Servizio Pubblico’. L’atto di rivolta potrà trasformarsi in una vera e propria rivoluzione?Anche l’ultima puntata del programma di Michele Santoro sarà preceduta alle 20.40 dalla rubrica, curata dalla redazione di Telereggio, ‘Aspettando Servizio Pubblico’.

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