“Serve un tavolo per il gruppo Interpump”


BOLOGNA, 18 OTT. 2011 – Aprire un tavolo a livello di gruppo per superare gli stalli che si sono venuti a creare nelle singole aziende. Lo ha chiesto in una lettera la Fiom-Cgil al gruppo Interpump, società quotata in borsa con stabilimenti dall’India agli Usa ma con il cervello a Sant’Ilario d’Enza (Reggio-Emilia). L’esigenza di un confronto con la casa madre è nata soprattutto dalla vertenza della H.S. Penta, azienda faentina con dipendenti in cassa integrazione straordinaria in deroga e per la quale è stata attivata la procedura di mobilità. "Stiamo parlando – ha detto Gianni Scaltriti, segretario regionale Fiom – di un gruppo che va bene: nel primo semestre 2011 le vendite sono aumentate del 21% e gli indicatori di renditività sono aumentati del 30-40% con un’utile netto a +62%. Con l’Interpump come azienda abbiamo dei rapporti sindacali normali. Ma non capiamo la strategia del gruppo". Proprio mentre Penta veniva depotenziata e viveva una crisi delle commesse, Interpump – hanno fatto notare dal sindacato – ha acquisito Galtech, azienda che, pur con le sue peculiarità, si occupa dello stesso settore, l’oleodinamica. Il 31 ottobre scadrà la cassa integrazione per Penta. Ad aprile era stato aperto la procedura di mobilità volontaria "ma, di fatto – hanno spiegato dalla Fiom faentina – senza incentivi. Per questo in pochi hanno aderito: erano 170 e ora sono 147. Ora, vogliono aprire la mobilità vera e propria senza ricorrere a un altro anno di cassa integrazione straordinaria, ancora possibile. Per questo, vogliamo sapere qual è la posizione del vertice del gruppo sulle decisioni di questa azienda". La Fiom ha spiegato che su Penta si aprirà un tavolo presso la Provincia di Ravenna. Ma le sigle sindacali hanno posizioni diverse: "Cisl e Uil – hanno detto i metalmeccanici Cgil – pensano a una cassa integrazione straordinaria fino a gennaio, per poi partire con la mobilità con un incentivo di tremila euro e un eventuale recupero dei dipendenti in caso di nuove assunzioni. La nostra linea è invece sempre quella del blocco dei licenziamenti e di utilizzare gli ammortizzatori finché si può".

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