“Serve autorevolezza per far crescere la responsabilità”


Buonasera, mi chiamo Marinella Barbieri e sono la madre di un’alunna che frequenta il secondo anno presso l’Istituto Matilde di Canossa. Ho altri 2 figli maggiori che attualmente frequentano l’università.Ho ascoltato in questi minuti il suo editoriale in merito alla vicenda dell’occupazione della scuola che, a mio parere sta assumendo via via toni quasi patetici per la continua ed esasperata attenzione all’episodio, in particolare ora per la critica alle punizioni comminate ai responsabili. Non concordo in alcun modo con la sua opinione nè con la lettera pubblicata recentemente sulla stampa da parte del comitato genitori dei ragazzi coinvolti.Ho trovato i suoi toni sprezzanti e polemici – tali probabilmente intendevano essere – ma in particolare sono colpita dal giudizio che lei si permette di esprimere sulle capacità e strategie educative, sul quello che fa o non fa onore alla scuola reggiana, su questi professori malvagi e crudeli persecutori. Mi risulta – da quanto riportato da mia figlia presente alle assemblee di istituto – che i motivi su cui si è cercato di "sollevare" la protesta degli studenti erano futili e pretestuosi se non sciocchi. Non si trattava di dare impulso positivo alle attività didattiche educative ma "di poter uscire dall’edificio scolastico durante l’intervallo" o "utilizzare l’aula di musica senza assistenza e controllo". Ora, si sa che nonostante si tratti di scuola superiore la maggior parte degli studenti è minorenne quindi soggetta al controllo ed alla responsabilità degli insegnanti e sono frequenti i casi di infortunio accidentale. In tali casi la reazione dei genitori è spaventosa anche se il ragazzo si è semplicemente scheggiato un’unghia e la scuola e l’insegnante in questione deve sostenere tutte le azioni legali che vengono intraprese dalla famiglia e le assicuro che le famiglie dei ragazzi più esuberanti sono quelle che ingigantiscono sempre le cose.Ci sono 10 minuti di intervallo, nessuno è mai morto o morirà per dover trascorrere questi minuti all’interno della scuola!!! L’aula di musica alla quale si voleva poter accedere in modo autonomo contiene strumenti ed attrezzature per circa 150.000 euro. Poichè tutti sono a conoscenza delle esigue e ormai nulle risorse delle scuole, chi tutela e chi si fa garante del corretto utilizzo del materiale scolastico?Possiamo fidarci di una gestione senza controllo e senza garanzie di chi entra ed esce da questa aula utilizzando materiale tanto costoso? E nel momento in cui si verifica un danno chi paga? Le è capitato di entrare in una qualsiasi aula di una qualsiasi scuola – dalle elementari alle superiori – e vedere come sono ridotti i banchi, le sedie le porte, i muri? Non sono i folletti del gesso a ridurli così, sono i nostri tesorini adorati!!!Altro tema, "protesta contro la riforma Gelmini": riferimento piuttosto generico ma attualmente di grande impatto emotivo e mediatico. Quando gli argomenti in questione sono stati proposti all’assemblea degli studenti con la forte pressione da parte dei rappresentanti "sull’azione di forza dimostrativa", la maggioranza è stata contraria e negativa su tutto, in particolare sulla proposta dell’occupazione. Nel pomeriggio tuttavia tramite un tam-tam su facebook, soprattutto verso gli studenti di prima e seconda più piccoli e perciò più manipolabili, i 2 rappresentanti hanno portato avanti il progetto occupazione concretizzandolo la mattina successiva.Forse i rappresentanti (studenti "anziani") non sono nuovi a trovate di questo genere. Forse in mancanza di vera e fondata progettualità e interesse per lo studio, la formazione e la crescita personale sono soliti a queste proposte infantili e capricciose. I genitori del comitato hanno posto l’accento su di uno stile educativo basato sul dialogo e il confronto. Benissimo. Il dialogo e il confronto con i loro compagni d’istituto ci sono stati e le loro proposte non hanno trovato consenso. Allora i primi ad infischiarsene del dialogo e del confronto sono proprio loro che con arroganza, presunzione e supponenza vogliono fare quello che gli pare.Avevano voglia di visibilità? Volevano le pagine dei giornali e delle TV? Ci sono riusciti. La società dell’apparenza e dell’immagine li ha accolti sotto le sue grande ali. E si trovano così bene che saltellano ora da una conferenza stampa ad un’intervista ad un presidio…tutto purchè il riflettore li segua!!!Allora di che strategie educative stavamo parlando? E’ vero che l’occupazione della scuola è uno strumento di protesta usato dagli studenti. Abbiamo esempi storici importanti e su questioni altrettanto importanti che hanno segnato la storia di una generazione e delle generazioni future. Ma questa è stata un’azione pretestuosa, gratuita e sciocca. E comunque, siccome esiste una legge – anche per essere coerenti con tutti i progetti di educazione alla legalità che la nostra città si onora di portare avanti – questa legge va rispettata, altrimenti se ne affrontano le conseguenze.  I ragazzi, tutti, devono capire che esistono conseguenze alle proprie azioni e pertanto manifestazioni gravi come l’occupazione di un istituto scolastico richiedono ragioni serie, concrete non superficiali, futili e capricciose.Tengo anche a sottolineare che il giudizio più severo su questi ragazzi non è quello espresso dal preside o dagli insegnanti, bensì quello dei compagni stessi, della maggioranza degli studenti del Matilde di Canossa che non li ha appoggiati prima e non li sostiene adesso, che vuole chiudere al più presto questa vicenda lasciando che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Ecco, questa parola – responsabilità – insieme ad altre come impegno, coerenza, serietà, maturità sono parole che non ho sentito pronunciare dai genitori, da Lei, da altri giornalisti. L’azione educativa è una cosa seria, difficile e poco gratificante, soprattutto oggi in un contesto sociale così "liquido", dove non esistono più riferimenti generalmente condivisi. Prima o poi, in alcune situazioni è necessario che qualcuno agisca con autorevolezza, anche con severità. Le ragazzate non esistono e non aiutano nessuno a diventare uomo.   Io, come genitore, approvo l’operato del preside e degli insegnanti. Spero che la ragionevolezza prevalga e che finisca la diabolica strategia per cui in questa situazione – come in altre ben note ed ad altri livelli – chi commette azioni non lecite o illegali invece che assumersene la piena responsabilità si dichiara vittima del sistema, delle istituzioni ecc ecc.Grata per l’attenzione. Distinti saluti.  

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