“Serrande giù per 25 aprile, 1° Maggio e San Petronio”


BOLOGNA, 26 APR. 2012 – La legge dice che si può tenere sempre aperto, ma nulla vieta di mettersi d’accordo per tenere chiuso durante alcune festività. Suona più o meno così l’idea lanciata dal sindaco di Bologna Virginio Merola in tema di liberalizzazioni. In mancanza di poteri da parte dei Comuni in materia di giorni e orari di apertura dei negozi, l’unica via sarebbe "discutere insieme alle associazioni dei commercianti e a quello dei sindacati una proposta", ha detto ieri il primo cittadino.La proposta consiste nel fissare alcuni paletti sulle chiusure dei negozi in città. In particolare, perché siano chiusi almeno tre giorni: il 25 aprile, il Primo maggio e il 4 ottobre, festa del patrono. Un possibile patto che piace ai sindacati. "Merola ha fatto una cosa meritoria", ha commentato il segretario della Cgil Danilo Gruppi a margine di una conferenza stampa. Un po’ più caustico il collega della Cisl Alessandro Alberani: "Finalmente il sindaco si è mosso. E’ una proposta positiva nonostante il ritardo con cui arriva". Alberani ha infatti ricordato di aver incontrato, un mese fa, l’assessore Nadia Monti che ha la delega al commercio, chiedendo al Comune di affrontare la questione delle liberalizzazioni vista l’inefficacia del tavolo ad hoc aperto in Provincia. Ma ha concluso: "Aspettiamo che diventi qualcosa di concreto".Idem per Gruppi che, rivolgendosi poi ai commercianti, ha evidenziato: di fronte a "soggetti che hanno detto cose importanti sull’argomento come Coop adriatica, Ascom, la Curia", ce ne sono altri che "stanno facendo la parte degli irresponsabili" e cioè le grandi catene distributive. "Non voglio fare minacce – ha rimarcato – ma valutino molto bene. Se va avanti la legge della giungla che rischia di creare solo dumping per il piccolo commercio, sarà una cosa intollerabile e noi reagiremo".

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