Sequestro dei beni alla Verlicchi


BOLOGNA, 1 APR. 2011 – Accolte le richieste degli avvocati che tutelano i lavoratori della Verlicchi: il tribunale di Bologna ha disposto il sequestro dei beni dell’azienda di Zola Pedrosa. I giudici hanno preso questa decisione cautelare per il rischio che la proprietà possa portar via i macchinari. Un tentativo in questo senso era infatti già avvenuto, e da allora gli operai presidiano giorno e notte lo stabilimento contro questo pericolo. "I giudici – ha detto l’avvocato Bruno Laudi che tutela i lavoratori – si sono dimostrati molto attenti. Oltre al sequestro, con affido della custodia al sindaco di Zola, Stefano Fiorini, hanno disposto anche che la notifica degli atti all’azienda possa avvenire con mezzi meno rigidi evitando il rischio di un nuovo rinvio". Nella prima udienza di ieri, infatti, la richiesta di avviare la procedura fallimentare era stata rinviata al 15 aprile. Il motivo è tecnico: il giudice Velotti si è detta non certa della notifica degli atti alla controparte entro i tempi previsti. E per non rischiare impugnazioni, ha preferito aggiornare tutto a metà aprile. Dopo le voci che si erano diffuse nell’attesa (le più catastrofiste parlavano di un rinvio a luglio), a dare la notizia ai circa cinquanta operai che presidiavano (insieme a un gruppo di giovani ‘solidali’) il Palazzo di Giustizia dalle 9.30, è stato Cesare Evangelisti, operaio membro della delegazione che ha partecipato all’udienza. "Dopo questo primo incontro – ha detto Evangelisti parlando in mezzo alla centrale via Farini, temporaneamente chiusa al traffico – credo ci siano le possibilità perché tutto vada a finire bene. Ma almeno per due settimane dovremo tenere botta". Gli operai chiedono che sia avviata la procedura fallimentare al più presto perché si possano attivare gli ammortizzatori sociali. "Meglio falliti che in mano ai banditi", era uno degli slogan esposti dai manifestanti.

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