Sequestrato nel bolognese consulente finanziario cardiopatico


BOLOGNA, 2 GIU 2009 – Nessuno dei rapitori di Silvano Azzolini si è per ora fatto vivo per avanzare una richiesta di riscatto. Lo ha confermato il pm Massimiliano Serpi, alla guida del pool della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna che indaga sull’episodio e che ha aperto un fascicolo per sequestro a scopo di estorsione. L’uomo è stato trascinato a bordo del furgone da tre persone, forse stranieri, davanti allo studio tecnico con il quale collabora a Villanova di Castenaso ieri mattina intorno alle 7. Il Suv di Azzolini, scomparso per qualche ora, é stato ritrovato abbandonato ieri pomeriggio (con a bordo i due cellulari della vittima) sempre a Castenaso, probabilmente perché i malviventi si sono accorti che tra la strumentazione c’era un Gps che avrebbe consentito di localizzarlo.Secondo la Procura, a mettere in atto il sequestro, viste le modalità, non può che essere stato un gruppo criminale qualificato con in mente obiettivi precisi. Serpi ha anche confermato l’acquisizione di alcune immagini di telecamere di sorveglianza, ma non che il rapimento sia stato ripreso. Sarebbe stata portata via anche la valigetta in cui Azzolini teneva i suoi medicinali: il consulente, infatti, è affetto da diabete e cardiopatico.Un’ipotesi attorno a cui ruotano le indagini è quella di una sorta di ‘regolamento di conti’ legato a rapporti di affari dell’uomo, originario di San Felice sul Panaro (Modena) e residente a Selva Malvezzi di Molinella, nella Pianura bolognese. Negli anni scorsi gli investigatori si erano già occupati di Azzolini nell’ambito di indagini finanziarie.  (ANSA)

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