Sequestrata sull’Achille Lauro, 24 anni senza giustizia


REGGIO EMILIA, 6 MAG. 2009 – E’ uscito dal carcere di Palermo il capo del gruppo di guerriglieri palestinesi che il 7 ottobre 1985 sequestrò la nave italiana Achille Lauro, la tenne cinque giorni sotto sequestro con i suoi circa 500 tra passegeri e membri dell’equipaggio e uccise un turista disabile americano di origine ebraica, Leon Klinghoffer.C’è anche una “vittima” reggiana tra quei 500 passeggeri, Rosina Veggia, oggi 70enne, che è uscita dalla vicenda talmente provata da aver trascorso il resto della vita dentro e fuori cliniche psichiatriche.Oggi la figlia Marika Ferretti torna a parlare, all’inviato della Stampa Niccolò Zancan, della incredibile vicenda giudiziaria della madre. Di quella politica sappiamo ormai praticamente tutto. I terroristi ottengono un aereo con il quale rifugiarsi in Tunisia (base allora dell’Olp di Yasser Arafat), i caccia americani li intercettano e li costringono ad atterrare nella base Nato di Sigonella, in Sicilia. Il premier Bettino Craxi inizia un braccio di ferro con gli Stati uniti e alla fine i quattro terroristi vengono arrestati dalla polizia italiana e processati. Al-Molqi, autore materiale dell’omicidio Klinghoffer, è condannato a 30 anni. 24 li ha scontati nelle carceri italiane e il 30 aprile è stato scarcerato per “buona condotta”. Una motivazione contestata dalle figlie di Klinghoffer, secondo le quali non dovrebbe applicarsi questo beneficio a chi è colpevole di terrorismo.A venire di nuovo allo scoperto è oggi anche la figlia di Rosina Veggia, Marika, con un’affermazione pesantissima: “Durante il processo ci affidammo all’avvocato più famoso di Reggio Emilia. Il senatore socialista Dino Felisetti, amico di Bettino Craxi, allora presidente del Consiglio. Volevamo essere rappresentati come parte civile. Ci garantì il suo impegno. Salvo scoprire, quando ormai era troppo tardi, che eravamo rimasti fuori. Successivamente negò persino di averci conosciuto. Per fortuna mia nonna aveva tenuto tutta la documentazione, eccola qui: l’ho depositata da un notaio, chiusa in una cassetta di sicurezza. Per tutti questi anni siamo rimasti invisibili allo Stato, anche se lo Stato sapeva benissimo di noi”.Nel 2007 l’ospedale militare di Bologna ha riconosciuto a Rosina Veggia l’invalidità totale e i benefici di legge. 22 anni dopo il sequestro dell’Achille Lauro.Adesso Marika Ferretti spera nella riapertura del processo e insieme alle figlie di Leon Klinghoffer chiede che la verità sia finalmente rivelata.

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