Senza ministri, senza sindaco e senza mandanti


BOLOGNA, 31 LUG. 2010 – Per la prima volta, proprio in occasione del trentesimo anniversario, nessun rappresentante del governo parteciperà in veste ufficiale alla celebrazione della strage di Bologna. Al fine di evitare l’ormai consueta bordata di fischi nel piazzale della stazione, già da tempo era previsto che il ministro inviato da Palazzo Chigi parlasse prima della partenza del corteo nella sala del Consiglio Comunale, lasciando il posto sul palco a Rossella Zuffa e Camilla Andreini, due ragazze nate nel 1980 e proprio per questo chiamate a ricordare le 85 vittime e i 215 feriti del 2 agosto. Ma ieri sera da Roma è arrivata la comunicazione ufficiale e si è saputo che in rappresentanza dell’esecutivo, che in questi giorni non naviga in acque particolarmente tranquille e con tutta probabilità vuole evitare altre grane, interverrà il prefetto Nicola Tranfaglia. A rendere pubblica la notizia, il commissario Anna Maria Cancellieri.Già, l’assenza del governo non è l’unica novità di quest’anno: lunedì, infatti, sarà il primo 2 agosto senza sindaco. Ci penserà la sua sostituta, alla guida della città ormai da parecchi mesi, a fare gli onori di casa. "Nessuna emozione è adeguata a questo evento, faremo tutto il possibile per essere vicini ai parenti", ha prontamente assicurato. Ma in ogni caso la sua presenza renderà ancora più insolita la situazione che si verrà a creare in questo anniversario decisamente particolare. In fondo è quello che voleva Roberto Castaldo, il vicepresidente dell’associazione dei parenti delle vittime della strage. Lui di quel giorno ricorda tutto e, dopo sette anni di lotta per guarire dalle ferite, non è mai mancato alla cerimonia, né riesce a non fermarsi davanti allo squarcio nella stazione ogni volta che viene a Bologna. "Ma dopo 30 anni ho una serie di perplessità, sono indeciso se venire", aveva detto qualche giorno fa. "Cosa ci verrà a dire il politico di turno se non il solito discorsetto, ma stavolta in privato? E quindi, mi chiedo, a che serve?".Chi invece non mancherà è Paolo Bolognesi, numero uno dell’associazione che riunisce i parenti delle vittime. Agguerrito più che mai, ha chiesto che i giudici bolognesi "valutino con attenzione gli elementi nuovi che emergono dal processo di Brescia". Dalla riapertura dellle indagini sulla strage di piazza della Loggia sono emersi infatti altri particolari con cui si può "approfondire e inquadrare meglio gli esecutori della strage di Bologna e arrivare finalmente ai mandanti e agli ispiratori politici – ha detto Bolognesi – Non ho dubbi comunque che i giudici lo faranno, tanto più che le altre piste, come quella palestinese, sembrano non portare da nessuna parte". La richiesta, non a caso, è arrivata mercoledì scorso a margine della presentazione del libro "Schegge contro la democrazia" di Riccardo Lenzi e Antonella Beccaria. Un’opera, sostenuta dallo Spi-Cgil dell’Emilia-Romagna, che mette insieme atti giudiziari, testimonianze e relazioni parlamentari, proprio con l’boiettivo di sgomberare il campo dalle "ipotesi revisioniste" sulla strage di Bologna.Ma la vis polemica di Bolognesi non si è fermata qui e ha investito anche l’ipotesi di allungare il periodo di validità del segreto di Stato, emersa dai lavori della commissione Granata. "E’ un’indecenza – ha attaccato il presidente dei familiari delle vittime – e se si tratta di un’idea bipartisan allora è un’indecenza bipartisan. In questo modo si rischia di confondere la sicurezza dello Stato con la tutela dei mandanti e degli ispiratori politici della strage". In questo 2 agosto inedito, insomma, l’unica vera novità che i parenti delle vittime attendono ancora non arriva. A preoccuparli non è certo l’assenza del governo, o il fatto che manchi un sindaco a presiedere la cerimonia, ma che dopo 30 anni non si riesca – o voglia – capire chi è stato a decidere di attuare la più grande strage che ha colpito l’Italia nel dopoguerra.

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