Sempre più poveri in Emilia-Romagna


©Trc-TelemodenaMODENA, 17 OTT. 2011 – Siamo sempre più poveri. Non tutti, certo, ma sempre di più. Lo certifica, suffragando impressioni diffuse, il nuovo rapporto Caritas-Zancan su povertà ed esclusione sociale in Italia. Anche in Emilia Romagna, dove pure la media è decisamente inferiore al dato nazionale e anche a quello delle altre regioni del nord. Nel 2005 era povero il 2,5% delle famiglie, un dato quasi raddoppiato nel 2010: 88 mila famiglie, 222 mila persone, il 4,5%, dato in crescita anche rispetto all’ultimo rapporto. La crisi economica si è fatta quindi sentire anche in una regione dove i cittadini hanno potuto utilizzare quote di risparmio accumulato prima di ricorrere agli aiuti degli enti locali. Anche così si spiega perché la spesa destinata alla povertà, secondo la rilevazione Istat sugli interventi e i servizi sociali, sia al di sotto della media nazionale. Quasi la metà è destinata alle famiglie e ai minori: 16,63 euro pro capite, un quinto della spesa sociale complessiva.  Ma al di là delle risorse messe in campo dagli enti locali, il quadro che emerge dal rapporto Caritas è quanto mai preoccupante. 
Sono oltre 8 milioni gli italiani che vivono in povertà, uno su 14, e in tempi di crisi economica, sono in forte aumento i giovani. In soli cinque anni il numero di under 35 che si rivolge ai centri dell’associazione è aumentato del 60% e sono sempre di più quelli che non studiano e non lavorano. Poveri e senza prospettive, cui si aggiungono famiglie il cui disagio non è cronico ma episodico, legato all’instabilità delle relazioni sociali, alla precarietà del lavoro e delle relazioni familiari. “Ma anche – sottolineano alla Caritas – all’insufficienza del sistema di welfare”.

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