Sempre più disoccupati tra i giovani emiliano-romagnoli


BOLOGNA, 17 APR. 2012 – Sale al 13,5% il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 29 anni registrato in Emilia-Romagna. Un dato inferiore alla metà della percentuale nazionale, che tocca la quota record del 29%. Ma che non può non preoccupare, vista la continua crescita e il fatto che a questo valore bisogna aggiungere il 5,6% di emiliano-romagnoli appartenenti alla stessa fascia di età che non studia né lavora. Sono i cosiddetti Neet, dall’inglese “not in education, employment, training”, coloro che hanno deciso di non provare nemmeno ad entrare nel mondo del lavoro, viste le difficoltà sempre più grosse a cui si va incontro. Un fenomeno sintomatico e ormai piuttosto consistente, che trae forza anche da notizie sconfortanti come quella che, nella nostra regione, circa 120 mila giovani hanno contratti di lavoro atipici. E’ per questo che la Giunta regionale ha deciso di varare un Piano straordinario per l’occupazione giovanile, che prevede un investimento di 46 milioni di euro. “Oggi si compete nel mondo se si hanno più competenze”, ha spiegato l’assessore al Lavoro Patrizio Bianchi illustrando la misura, che prevede 4 fondi. Il primo è dedicato all’apprendistato e promuove un contratto dall’importante contenuto formativo per 3 categorie di giovani. Il secondo prevede incentivi all’assunzione e alla stabilizzazione, graduati sulla base dei licenziamenti effettuati dalle aziende. Mentre gli altri due intervengono sulla formazione dei 30-34enni, per favorire la loro assunzione a tempo indeterminato, e sul desiderio dei giovani di Fare Impresa attraverso percorsi formativi e di consulenza. E per innalzare il livello di competitività e attrattività territoriale, puntando su crescita e innovazione, la Regione ha presentato anche il Programma delle attività produttive e della ricerca industriale, finanziato con ben 180 milioni di euro per il triennio 2012-2015.

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